Grazie
al prezioso contributo di Antonia Sani e di Osvaldo Roman, sono
riuscito finalmente a trovare la fonte normativa che dimostra che lo
Stato, ad ogni finanziaria, stanzia una somma consistente per ogni
Ufficio Scolastico Regionale e al suo interno per ogni ordine di scuola
(materne, elementari, medie, superiori) per finanziare:
SPESE
PER L'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA E PER LE ATTIVITA'
ALTERNATIVE ALL'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA, CON
L'ESCLUSIONE DELL'IRAP E DEGLI ONERI SOCIALI A CARICO
DELL'AMMINISTRAZIONE.
Tale somma serve per pagare gli stipendi
degli insegnanti di religione non di ruolo (quelli di ruolo li paga
direttamente il Tesoro) ma anche per le attività alternative all’IRC.
Faccio un esempio che mi tocca da vicino e che riguarda l’USR Emilia Romagna; i fondi stanziati per tale regione sono:
1.792.523€ per le materne
14.872.524€ per le elementari
6.390.633€ per le medie
14.109.284€ per le superiori
Cioè
oltre 37 milioni di euro vengono (dovrebbero essere) spesi in Emilia
Romagna per pagare i supplenti di Religione e i docenti delle attività
alternative.
Tempo fa avevamo appurato che la CM 316 dell’87
prevede che le scuole possano, anzi debbano, nominare supplenti (se non
hanno personale interno con ore a disposizione o disposto a prestare
ore eccedenti) per coprire le ore alternative all’IRC o le attività con
assistenza di personale docente, sulla base delle scelte operate dai
genitori all’atto dell’iscrizione. Si tratta di un dovere per la scuola
se le viene espressamente richiesto, perché ben due sentenze della
corte Costituzionale hanno stabilito che è un diritto dei genitori
scegliere per i propri figli o la materia alternativa o lo studio
individuale/di gruppo con assistenza di personale docente.
La
scuola ha il dovere di comunicare all’USP le necessità di personale che
le scelte dei genitori comportano e gli USP/USR devono concedere, di
solito in organico di fatto, il personale necessario e i fondi per
pagarlo.
E, udite, udite, da qualche parte succede anche.
Diciamo
innanzitutto che questo succede dappertutto nelle scuole materne ed
elementari, per gli ovvi motivi che tutti possono immaginare.
Succede molto meno alle scuole medie, dove di solito le scuole si “arrangiano” con personale interno.
Non
succede quasi per nulla alle scuole superiori dove chi non fa religione
“pascola” in modo più o meno protetto, a seconda della cura e
l’attenzione che la scuola pone alla cosa, da qualche parte
dell’edificio.
Nella mia scuola la cura è uno “zero” tondo
tondo, per cui siccome il tasso di chi non fa religione è molto alto,
ci ritroviamo con frotte di studenti che a bande di 10,15, 20 o anche
30, si aggirano e bivaccano qua e là nell’atrio, per le scale, ai
piani, nel cortile.
In tutti questi anni le lamentele dei
docenti che non si rassegnavano a tale degrado del servizio, si
spegnevano e rimbalzavano contro le spallucce dei vicepresidi e presidi
di turno che lamentavano mancanza di fondi e risorse per risolvere il
problema.
Addirittura nel primo collegio di questo AS della
mia scuola, il vicepreside, che presiedeva il collegio per l’assenza
del capo, ha avuto la sfrontatezza di proporre di eliminare dalla
scheda per chi non si avvale dell’IRC le opzioni materia alternativa e
studio assistito, per lasciare solo studio non assistito e uscita dalla
scuola. Ma la cosa più incredibile è che il collegio ha votato, quasi
all’unanimità, di accettare, per sano realismo, tale proposta oscena e
affossatrice di un diritto costituzionale.
Nonostante la cosa
sia poi stata da me segnalata al DS in un collegio successivo e in CdI,
e nonostante abbia poi fornito al DS tutta la normativa necessaria (di
cui peraltro non era a conoscenza) per capire che per lo studente che
non si avvale dell’IRC si tratta di un diritto e che per la scuola si
tratta di un dovere, a tutt’oggi nulla è stato fatto né per ritenere
nulla, perché illegittima, quella delibera del collegio di settembre né
per attivare la benché minima forma di cura per chi non si avvale
dell’IRC.
E fino ad oggi la motivazione addotta per questa ignavia istituzionale era sempre la mancanza di risorse.
Bene,
oggi possiamo dire con assoluta certezza che questa della mancanza di
risorse è una colossale BUFALA che per ignoranza crassa e/o per maligna
volontà istituzionale, ci hanno propinato per tutti questi anni e che
spesso ha comportato avanzi d’amministrazione inaccettabili per scuole
alla fame e in presenza di diritti violati proprio per la falsa
mancanza di risorse.
La scoperta dell’esistenza di un pingue,
corposo, solido fondo per IRC e alternative a livello regionale, ci
dice che gli insegnanti nominati per le alternative all’IRC non gravano
sul fondo per le supplenze brevi, e non sono in relazione alcuna col
famoso tasso di assenteismo medio nazionale che la nota di dicembre sul
Programma Annuale vuole assumere come tetto oltre il quale la scuola
non avrà fondi se non per giustificate e verificate esigenze di
sostituzione:
NO, gli insegnanti di materia alternativa
all’IRC vengono pagati con ALTRI fondi, quelli che per le scuole
superiori della nostra regione sono al capitolo 2890 del Bilancio
Previsionale dello Stato (TAB 7) per il 2010 e che ammontano a oltre 14
milioni di EURIIII.
L’invito, allora, e l’appello che faccio a
tutti coloro che hanno a cuore la difesa di un diritto come quello
all’insegnamento alternativo alla religione cattolica, è di battersi
perché già da quest’anno scolastico si possa attingere a queste risorse
furbescamente occultate e per avere la certezza che a settembre in ogni
scuola del paese, di qualunque ordine e grado, che sceglie di non
avvalersi dell’IRC e opta per una delle alternative che prevedano
presenza di personale, abbiano da subito il docente a cui hanno diritto.
Oggi,
anche alla luce del crollo dell’alibi della mancanza di risorse, ci
sono tutti gli estremi per denunciare ogni comportamento difforme dalla
norma. Non ci sono più scuse.
Se poi l’USR dovesse rispondere
che non ha fondi sufficienti per tutti, dovrà dimostrare che i fondi
assegnati siano stati spesi (ordine per ordine) sia per IRC sia per le
alternative.
Ah dimenticavo il documento si trova a questo link
(i
fondi per le regioni iniziano a pag 116 con la Lombardia e poi per ogni
ordine di scuola si trova il capitolo il cui titolo ho riportato sopra;
se attivate la funzione di ricerca nel file fate prima, visto che si
tratta di 352 pagine)
Francesco Mele