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Facciamo il punto. Campagna iscrizioni 2009/2010

by Assemblea Scuole Bologna — last modified 2008-12-09 15:54

da www.retescuole.net

 

Bologna, 06/12/2008

FACCIAMO IL PUNTO

di Assemblea Scuole Bologna


FACCIAMO IL PUNTO (N. 1 – dicembre 2008)
L’Assemblea genitori ed insegnanti delle scuole di Bologna e provincia ha predisposto questo documento, per cercare di riflettere ed informare su quanto la nostra lotta abbia fino ad ora ottenuto, su come pensiamo debba proseguire, di quali strumenti si possa dotare.

DA DOVE SIAMO PARTITI (D.L. 137 e piano programmatico):
In agosto il governo, in nove minuti, approva la finanziaria Tremonti, decidendo
(art.64 della Finanziaria) che alla scuola siano sottratti 8 miliardi di euro e 130.000 tra insegnanti e bidelli. Gelmini ha il compito di individuare il modo di fare cassa.
Il primo settembre Gelmini ha svolto il suo compito e lo presenta al Governo che lo approva: grazie al decreto legge 137 la scuola elementare (tutte le classi) verrà portata a 24 ore con un maestro unico.
Per "condire" ed "addolcire" il tutto inizia la campagna mediatica sulla positività di
un'unica figura di riferimento, dei grembiulini e tutto il resto.
Questo decreto apre la strada ad ulteriori provvedimenti, contenuti in una bozza di piano programmatico: materne anche solo con orario antimeridiano, aumento del numero massimo di alunni per classe, sparizione dell'insegnante specializzato di inglese (riconvertendo tutti i maestri con un corsetto di 150 ore), piani di studio "semplificati" (cioè più poveri), chiusura delle piccole scuole di montagna.
Dall'apertura dell'anno scolastico iniziano le proteste, prima di genitori ed insegnanti delle elementari, poi di studenti medi, di universitari dell' "Onda", di insegnanti precari, di ricercatori dell’area della ricerca pubblica ed universitaria.
COSA ABBIAMO OTTENUTO (Legge 169 e nuovo piano programmatico):
Il decreto legge viene convertito in legge (n.169) tra le proteste, ma con significative variazioni, frutto delle nostre lotte:
La scuola elementare a 24 ore è prevista solo per le prime classi e scompare la
possibilità di una scuola materna solo mattutina.
Contemporaneamente viene rimandata la norma sulla chiusura delle piccole scuole e fermati (sospesi?) i tagli all'Università.
Ma le proteste non si fermano, così arriva la bozza di un nuovo piano programmatico nel quale sono previsti per la scuola elementare più modelli orari e viene esplicitamente detto che non ci saranno forme di doposcuola a pagamento e neppure gestite da educatori, ma che le 30 e 40 ore dovranno essere assicurate dai maestri statali di ogni scuola. Le proteste proseguono e così si arriva al “Parere” della Commissione Cultura della Camera sul “Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico”.
Tale parere deve indirizzare la formulazione del regolamento definitivo da parte del Ministero, ovvero di quel regolamento che dovrebbe realizzare quanto stabilito dalla Legge 169 sul maestro unico e le 24 ore. Bisogna fare molta attenzione al fatto che il Governo ha l’obbligo di assumere il parere della Commissione, ma non ha l’obbligo di applicarlo.
Nella prima versione di tale “Parere” (predisposto il 6 novembre dalla Presidente di commissione Aprea) addirittura il maestro unico e le 24 ore (che dovevano essere legge per tutte le classi secondo il DL 137, poi solo per le prime classi nella Legge 169) diventano solo "una possibilità che può essere richiesta dalle famiglie", cioè i modelli scuola ufficiali restano le 27/30 ore ed il tempo pieno a 40 ore con due insegnanti, ritorna il maestro specializzato in inglese (questa presenza di un'ora insieme al maestro di religione per due ore, secondo loro, porterebbe ad un maestro "prevalente" e non più unico...), viene mantenuto l'attuale numero di insegnanti di sostegno, aumenta il numero minimo di alunni per classe (cioè per formare una classe) e non più quello massimo (sventate classi con anche 30 e più alunni).
La Commissione bilancio della Camera vede il parere e tira le orecchie alla
Commissione perché capisce che così i tagli e i risparmi non sono assicurati. Il 27
novembre il “Parere” viene approvato, non molto diverso dalla prima versione (per un confronto puntuale si veda l’allegato), ma con l’aggiunta per ben tre volte, in parti diverse, del richiamo all’art.64 (risparmi) della Finanziaria (“purché compatibili con l'attuazione dell'articolo 64...”; “nel rispetto degli obiettivi previsti dall'articolo 64”; “considerata l'esigenza di rispettare i vincoli previsti dall'articolo 64”).
Rimane la formulazione delle 24 ore a richiesta (“l'attivazione di classi affidate ad unico docente, funzionanti per un orario di 24 ore settimanali, sia effettuata sulla base di specifiche richieste delle famiglie e siano garantiti gli insegnamenti specialistici di religione e di inglese”) ma poi, i tempi scuola della primaria, prima esplicitati a 27-30-40 ore ora sono esplicitati a 24-27-30-40 ore.
Il parere approvato è dunque il frutto di due esigenze diverse: l’Aprea che un po’
“apre” alle famiglie e Tremonti che vuole garanzie sui soldi. Il testo definitivo è una contraddizione in termini tra le necessità di fare cassa (tre volte il riferimento ai tagli della finanziaria) ed ottenere il consenso delle famiglie (due volte il richiamo alla domanda delle famiglie (“la legge 30 ottobre 2008, n. 169 di conversione del decretolegge 1osettembre 2008, n. 137, va integrata con gli ulteriori modelli organizzativi vigenti e sempre in ragione della domanda delle famiglie”; “sia stabilito il tempo scuola in funzione non soltanto delle esigenze di riorganizzazione didattica, ma soprattutto in ragione della domanda delle famiglie”).
Poiché l’esigenza di Tremonti (tagliare sulla scuola) cozza con l’esigenza delle famiglie (non tagliare sul futuro dei loro figli), la partita è lunga (da oggi fino agli organici di fatto a settembre) e tutta da giocare. Vediamo quali sono le nostre carte.

COSA FARE ORA, COME ANDARE AVANTI
Con una corretta informazione, raggiungendo chi ancora non è stato
raggiunto (pensiamo ad esempio alle scuole materne, solo in parte mobilitate),
informando su quello che la mobilitazione ha già ottenuto e quello che deve ancora ottenere, ricordando che anche con la Moratti e col Governo Prodi i tagli
previsti dalle finanziarie, seppur già leggi, furono poi di fatto sospesi in
seguito a forti battaglie per l'ottenimento degli organici (cioè degli insegnanti).
E con la consapevolezza che se in una scuola saranno richieste 24 ore da parte di 15-20 genitori, si formerà una prima a 24 ore e ci saranno conseguenze anche per le altre classi (ad esempio cambio di insegnanti perchè l'individuazione dell'insegnante in più "soprannumerario" determinerà un rimescolamento degli insegnanti sulle classi; ad esempio perdita di ore di compresenza, ecc.).
E se la finanziaria non cambierà (al momento sembra proprio improbabile) è proprio la battaglia sugli organici il prossimo lunghissimo fronte che ci aspetta.

1. DOMANDE DI ISCRIZIONE PER L’ANNO SCOLASTICO 2009/2010
Sono state rinviate al 28 febbraio 2009 con circolare ministeriale del 3 dicembre, “ai fini di un'adeguata azione di orientamento per gli studenti e le famiglie”.
Appunto anche noi dovremo fare “un’adeguata informazione”, che vada al di là della loro faraonica propaganda.
E’ importante ricordare che i Regolamenti non possono sovrastare il diritto/dovere
degli organi collegiali definito dall'autonomia scolastica.
Bisogna che l'offerta formativa che le scuole presenteranno alle famiglie per le
nuove iscrizioni siano le 30 e le 40 ore con le compresenze.
L'offerta formativa, ai sensi delle leggi vigenti (DPR n. 275/99), viene deliberata
(decisa) dal Consiglio d'Istituto sulla base della proposta del Collegio dei Docenti.
E’ importante sottolineare che, anche qualora il Dirigente Scolastico fosse in
disaccordo, non ha potere decisionale, può solo far mettere a verbale il proprio voto contrario. A questo scopo può essere utilizzata la mozione in allegato.
Occorre premere sui Collegi e sui rappresentanti dei genitori eletti nei Consigli
d'Istituto e di Circolo affinché dichiarino di mantenere l'organizzazione attuale
giudicandola la migliore per l'istruzione e la formazione dei bambini.
Occorre dare battaglia agli "Open day", cioè nelle riunioni di presentazione delle
scuole: a quelle riunioni vanno tutti i genitori, anche quelli non ancora raggiunti
da una corretta informazione e desiderosi di scegliere il meglio per i loro figli.
Bisogna saper spiegare anche a chi ha difeso istintivamente o per convinzione politica la riforma Gelmini che meno tempo scuola, un solo insegnante “tuttologo e non specializzato” e programmi ridotti non sono certo il bene dei loro figli.
Bisogna far vedere una forte determinazione al Dirigente perchè si attivi per richiedere con forza l'organico necessario.
Se il modulo per le preiscrizioni non tiene conto delle esigenze, va accompagnato da un modulo integrativo (che abbiamo predisposto) nel quale richiedere modulo e tempo pieno con le compresenze.
La pressione sarà ancora più forte se anche chi è già iscritto farà protocollare alla
propria scuola la richiesta di mantenimento integrale del modello scolastico scelto e concordato con la scuola al momento dell'iscrizione in prima negli scorsi anni (anche in questo caso può essere utilizzato un modulo da noi predisposto).
Copia di questi moduli andrà recapitata al Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale (via fax o in delegazione/manifestazione, decideremo insieme).
Le iscrizioni devono diventare il "Referendum" contro le 24 ore ed una scuola
povera e a favore di una scuola di qualità.

2. LOTTA PER GLI ORGANICI
A primavera verrà richiesto dai Dirigenti l'organico "di diritto". Occorrerà che i
Consigli d'Istituto (e i Comitati dei genitori, gruppi di genitori, ecc.) vigilino perchè sia richiesto quanto necessario per soddisfare le richieste dei genitori (e non del Ministero, da cui è facile immaginare verranno pressioni e indicazioni al ribasso).
In estate e all'inizio della scuola occorrerà organizzare la pressione per avere
quanto eventualmente (sicuramente) tagliato; è così da almeno 10 anni a questa
parte; anche quest'anno gli insegnanti in meno sono stati integrati solo dopo le prime settimane di scuola, a seguito di una forte pressione dei genitori e dei sindacati.

3. MOBILITAZIONI: infine questa lunga lotta che si svolgerà passando in gran parte per le sedi "istituzionali" (scuole, Dirigenze scolastiche regionali e provinciali, ecc.) va accompagnata e rafforzata ancora e sempre da manifestazioni dal basso, di vario tipo, per far vedere che non molliamo e vigiliamo, che vogliamo il ritiro degli 8 miliardi di tagli, che sarà l'unica credibile dimostrazione concreta che il Governo ha deciso di ascoltarci davvero: finora ha dimostrato solo la volontà di separarci e temporeggiare, aspettando che la protesta “si sgonfi”.
Ieri sono state le manifestazioni di piazza, le notti bianche, le fiaccolate, le lezioni in piazza: presto costruiremo insieme altri appuntamenti collettivi ad alta visibilità.

CONCLUDENDO: abbiamo già ottenuto tanto, rispetto alla situazione di sfascio
totale iniziale, ma c'è ancora molto da ottenere e se molliamo rischiamo di perdere anche quello che abbiamo finora conquistato.

ASSEMBLEA GENITORI ED INSEGNANTI
DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA

 

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