OLTRE IL VESUVIO
Italia,
2009-08-10
I derivati tossici della riforma Gelmini
by
Pippo Frisone
—
last modified
2009-08-11 19:38
Tagli per 45 mila posti , Esuberi per 8mila unità di personale di ruolo, mobilità ridotta soprattutto in uscita verso il sud,...
da scuola Oggi
| I derivati tossici della riforma Gelmini |
di Pippo Frisone 8 agosto 2008 da Scuola Oggi
Il
quadro di quella che sarà la situazione della scuola italiana col nuovo
anno scolastico è stato completato con l’ulteriore colpo di mano del
Tesoro sulle assunzioni. Tagliati 10mila posti di quelli promessi,
il decreto ne prevede solo 16mila, di cui 8mila per il personale ATA,
4.303 sul sostegno, il resto di 3.697 ai restanti docenti d’ogni ordine
e grado di scuola. Solo briciole . In Lombardia vanno assegnati
complessivamente 1.115 posti docenti di cui 589 posti comuni, 2
educativi e 524 di sostegno. Gli attuali 6mila precari di Milano che
della Lombardia sono quasi la metà, riceveranno appena 260 posti cosi
ripartiti : 110 Infanzia, 83 primaria, 34 alle medie e 33 alle
superiori. Con i 239 posti sul sostegno fanno 500 posti in tutto. Fa
meglio Roma con 665 posti e Napoli con 649. La parte del leone, si
fa per dire, spetta alla scuola dell’Infanzia, unico settore per il
momento non toccato dai tagli e dai processi di riforma. Primaria e secondaria ricevono per le assunzioni in ruolo il 9,8% dei posti vacanti e disponibili.
Sono
questi i primi effetti, veri e propri derivati tossici della riforma
Gelmini che al primo anno della sua attuazione (09/10) si possono così
riassumere :
Tagli per 45 mila posti , Esuberi per
8mila unità di personale di ruolo, mobilità ridotta soprattutto in
uscita verso il sud, licenziamenti di migliaia di precari, aumento
degli alunni per classe, meno tempo scuola . E naturalmente 10mila
posti in meno per le assunzioni in ruolo.E’ un quadro desolante che sommato alla forte riduzione dei finanziamenti alle scuole non promette nulla di buono. La
novità sono gli 8mila docenti di ruolo in esubero,di cui 2mila solo
nella primaria e concentrati per lo più nel meridione, nonostante i
36mila pensionamenti . Sono docenti che non troveranno posto nel loro
insegnamento e non soltanto nella loro scuola ma in tutte le scuole
della loro provincia. Alcuni di questi saranno costretti, pur
d’insegnare la loro materia, a chiedere un utilizzo o assegnazione
provvisoria in altre province o ad emigrare verso il nord dove i posti
ancora ci sono. E a togliere, purtroppo, altri posti al personale precario. E’
il cane che si morde la coda. Altro che bloccare la mobilità annuale
verso il sud come propone il neo direttore regionale della Lombardia (
e poi su quali posti ?) o le polemiche sui concorsi dei presidi o
sull’esame del dialetto agli insegnanti meridionali. Di questa
situazione paradossale per la Lombardia, la Lega deve ringraziare
ancora una volta gli artefici di tutto ciò, vale a dire i due Ministri
della Repubblica più vicini alle loro richieste e al loro idem sentire
: Tremonti e Gelmini.
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