OLTRE IL VESUVIO
Bari,
2010-02-23
Lettera del Dirigente dell'USP di Bari al Ministro Gelmini.
Mi creda, Sig. Ministro, l’attuale situazione è diventata ormai insostenibile. Le scuole sono vicine al collasso finanziario. Da tale crisi si può uscire solo incrementando le risorse da mettere a disposizione delle Istituzioni scolastiche per il loro funzionamento e per l’arricchimento dell’offerta formativa.
da www.quintocd.it Ufficio Scolastico Provinciale – Bari
Bari, 19 febbraio 2010
Ill.mo Sig. Ministro
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
On. Avv. Mariastella Gelmini
Viale Trastevere, 76/A
00153 – R O M A
OGGETTO: Situazione economica delle Scuole delle Province di Bari e BAT.
Sig. Ministro,
mi
auguro che Lei possa, tramite questo mio scritto, rivolgere
ulteriormente la Sua attenzione ai molteplici problemi che, in questo
periodo, affliggono anche le scuole delle Province di BARI e BAT
(Barletta, Andria, Trani, Bisceglie, Canosa, Minervino, Spinazzola),
costrette a vivere quotidianamente una crisi tanto profonda che
potrebbe far venir meno, nell’immediato futuro, il funzionamento
ordinario della didattica.
Così come hanno già fatto altri miei
colleghi, mi permetto, per dovere d’ufficio, di esporLe in modo
semplice e chiaro la situazione in cui si trovano attualmente le
istituzioni scolastiche di tutto il territorio da me diretto: n. 136
scuole primarie; n. 107 scuole secondarie di I grado; n. 103 scuole
secondarie superiori, per un totale di n. 346 istituzioni scolastiche.
Le
ricordo soltanto, prima di entrare nel merito della questione, che la
credibilità della Scuola, deputata ad educare alla responsabilità, alla
legalità ed al rispetto, rischia di uscire avvilita e mortificata dalla
situazione critica in cui versa. La riduzione dei fondi per l’offerta
formativa e il contenimento della spesa per le supplenze portano, a mio
modesto avviso, inevitabilmente ad un aumento della dispersione
scolastica, soprattutto in riferimento agli studenti più deboli e più a
rischio di espulsione frequentanti la scuola secondaria superiore. La
formazione del futuro cittadino è un’operazione faticosa e complessa.
Elementi fondamentali della formazione e della crescita culturale ed
educativa delle giovani generazioni sono il confronto, il rispetto, la
capacità di ascoltarsi reciprocamente. Tali modalità di sviluppo
personale e sociale solo nell’ambiente scolastico possono trovare le
condizioni per svilupparsi in maniera armonica. Compito principale
della Scuola, pertanto, è quello di consentire a tutti, senza
distinzione di alcun tipo, di sviluppare le proprie potenzialità e
raggiungere i livelli più alti di istruzione, nell’ottica del successo
formativo. Ritengo, però, che, senza adeguati e sufficienti fondi, la
Scuola non possa nel prossimo futuro adempiere a tutti questi
importanti ed essenziali compiti.
In questi ultimi tempi, più
volte mi è stato riferito dai dirigenti scolastici che lo scorso anno
l’Amministrazione scolastica centrale non ha erogato i fondi per il
funzionamento didattico ed amministrativo ordinario e che, quindi, i
singoli istituti scolastici sono stati costretti ad andare avanti
utilizzando i fondi destinati a progetti mai realizzati e chiedendo
contributi volontari alle famiglie degli studenti iscritti; gli stessi
dirigenti prospettano il rischio che la stragrande maggioranza di essi,
sempre per l’insufficienza di fondi, non potrà onorare gli impegni già
assunti e i contratti già sottoscritti.
La convergenza dei punti
di vista dei dirigenti scolastici, da questa prospettiva, è
significativa,non fosse altro che per le numerose esigenze a cui si
trovano a far fronte gli istituti, specie quellitecnici e
professionali, accomunati da una utenza e da bisogni sostanzialmente
affini.
Molti dirigenti scolastici sostengono che lo Stato non
metta la scuola statale in condizioni diassolvere gli obblighi di
legge, quindi di garantire il diritto degli studenti di avere un
docentesupplente e quello dei lavoratori di essere pagati, nonché di
adempiere il proprio dovere in termini dirispetto dei requisiti di
igiene e sicurezza nelle singole istituzioni scolastiche.
In
particolare, riguardo al problema delle supplenze, le quali
graverebbero in manierasostanziale sui bilanci delle scuole, mentre
queste ultime non riceverebbero copertura adeguata dalsuperiore
Ministero, i dirigenti scolastici asseriscono che se da un lato il
Ministero invita a tutelare ildiritto allo studio con una tempestiva
sostituzione dei docenti assenti, dall’altro non assicura lacopertura
di queste spese dal momento che le aggancia ad un tasso di assenteismo
medio nazionaleper tipologia di scuola, superato il quale occorre una
verifica dell’effettiva inderogabilitàdell’ulteriore fabbisogno.
Gli
stessi dirigenti scolastici lamentano una situazione, a dir poco, al
collasso e non intravedono prospettive di soluzione, anzi prospettano
il rischio di contenziosi con i precari non retribuiti.
Su
queste problematiche ho interpellato numerosi revisori dei conti e
direttori dei servizi generali e amministrativi delle scuole del
territorio, i quali hanno confermato che il Ministero da
Leirappresentato non eroga i fondi necessari per pagare le supplenze
già avvenute e gli arretratirisalenti, in molti casi, persino al 2005;
hanno sottolineato, inoltre, che i docenti non ricevonodall’anno scorso
la retribuzione accessoria e che nelle scuole non vi sono più le
risorse economiche per realizzare i progetti formativi e per pagare le
spese di funzionamento, anche in riferimento alle semplici fotocopie o
ai telegrammi per la nomina e la convocazione dei supplenti, come
puremancano i finanziamenti per il rinnovo delle officine e dei
laboratori o per l’acquisto di nuovo materiale tecnologico. Gli stessi
hanno messo in rilievo un’altra criticità che riguarda le novità
stabilite nel sistema per la pulizia delle strutture, che riduce del
25% le spese da destinare alle ditte esterne e costringe le scuole ad
una riduzione del servizio di pulizia con conseguente aumento dei
carichi di lavoro dei collaboratori scolastici o con conseguente
diminuzione della qualità del servizio stesso. Hanno asserito, infine,
che vi sono istituti scolastici che non riescono a chiudere i conti e
che questi ultimi finiscono necessariamente con il gravare sulle
famiglie degli studenti, con conseguente aumento dei contributi
richiesti rispetto a quelli già versati.
I dirigenti scolastici,
inoltre, fanno sapere che la mancanza di adeguati fondi determina gravi
disfunzioni: le classi sono lasciate senza supplenza quando manca il
docente; le attrezzature non si usano per l’assenza di manutenzione; i
progetti attuati in passato e di grande rilevanza per la formazione
degli studenti non vengono portati avanti; la scelta delle attività di
recupero avviene non in funzione delle reali necessità, ma
dell’effettiva disponibilità finanziaria; le attività pomeridiane
extracurricolari sono state ridimensionate.
I dirigenti scolastici sostengono ancora che le somme anticipate per il pagamento dei supplenti
non
saranno mai restituite dal superiore Ministero e sono convinti anche
che, a partire dal prossimo mese di marzo, quasi tutte le scuole
avranno già speso tutti i fondi per le supplenze e, pertanto, diventerà
così problematico il pagamento delle prevedibili ed inderogabili spese
per la sostituzione del personale assente. Di conseguenza, ancora una
volta, saranno costretti a chiedere un contributo ai genitori degli
studenti per rimpinguare il capitolo destinato al pagamento dei
supplenti.
Sempre in riferimento al problema delle supplenze, i
dirigenti scolastici chiedono di far gravare sul bilancio del Ministero
dell’Economia le supplenze riferite al personale in astensione
facoltativa, ovvero che non abbiano a che fare con assenze brevi e
saltuarie, come quelle per gravi patologie o motivi di studio.
Di
fronte ad una tale problematica, ho ritenuto opportuno predisporre un
monitoraggio al fine di rilevare le situazioni creditizie aggiornate
delle istituzioni scolastiche: è risultato che la totalità dei residui
attivi rivenienti da crediti maturati nei confronti
dell’Amministrazione scolastica (MIUR, USR-Puglia, USP-Bari) ed
iscritti agli atti delle scuole al 31 dicembre 2009 ammonta a
49.945.856,48 milioni di euro, di cui euro 14.902.960,07 per le scuole
primarie, euro 9.643.942,01per le scuole secondarie di I grado ed euro
25.398.954,40 per gli istituti secondari superiori.
In particolare, i suddetti fondi sono così suddivisi:
Monitoraggio sulla situazione finanziaria delle Istituzioni Scolastiche
RESIDUI ATTIVI
TIPOLOGIA DI SPESA ELEMENTARI
n.136
MEDIE
n.107
SUPERIORI
n.103
TOTALI
n.346
Fondo di Istituto 5.454.306,75 2.464.612,48 6.286.363,14 14.205.282,37
Supplenze brevi 2.902.117,69 2.175.493,60 3.545.430,28 8.623.041,57
Aree a rischio 13,71 17.250,54 27.229,89 44.494,14
Mensa 382.745,50 1.884,93 0,00 384.630,43
Miglioramento Offerta Formativa 497.091,92 378.444,71 905.933,17 1.781.469,80
Spese di pulizia (ex LSU) 2.001.026,82 0,00 656.774,53 2.657.801,35
Spese di pulizia (Appalti storici) 990.752,31 0,00 448.448,78 1.439.201,09
Compenso ore eccedenti 126.505,90 2.028.220,96 3.770.096,01 5.924.822,87
Esami di stato 2.181,55 5.077,16 3.954.855,77 3.962.114,48
Compenso Revisore dei Conti 7.533,73 31.120,23 123.887,81 162.541,77
Dotazione Ordinaria 193.866,74 211.518,30 603.867,67 1.009.252,71
Altro 2.344.817,45 2.330.319,10 5.076.067,35 9.751.203,90
TOTALI 14.902.960,07 9.643.942,01 25.398.954,40 49.945.856,48
Questo è il credito che le scuole delle Province di BARI e BAT vantano nei confronti del
Ministero
che Lei rappresenta. Sono somme regolarmente messe in bilancio e che la
nota ministeriale del 14 dicembre 2009 consiglia di congelare, ma che
le scuole hanno già in parte speso e in parte impegnato.
Da
quanto su esposto, si evince che quasi tutte le scuole si trovano in
sofferenza e sono costrette a gestire la quotidianità senza disporre
delle risorse necessarie. Ritengo che una Scuola di qualità, con
autonomia didattica, organizzativa, di ricerca e sviluppo, riconosciuta
dalla L. 59 del 1997 e dal D.PR. n. 275 del 1999, non possa rimanere
senza finanziamenti adeguati e certi.
Nonostante tutte le
criticità elencate, posso assicurarLe che i dirigenti scolastici delle
Scuole delle Province di BARI e BAT sono consapevoli della situazione
del Paese e che ciascuno di loro è impegnato ad utilizzare al meglio le
poche risorse a disposizione.
Essi continuano a garantire
ugualmente il diritto all’istruzione ed alla sicurezza dei nostri
ragazzi, grazie anche alla disponibilità e al senso del dovere del
personale docente ed ATA, ma ora occorre certezza per poter
programmare, altrimenti il Piano dell’Offerta Formativa non sarà la
fotografia reale di ciascuna scuola.
Posso assicurarLe che anche i docenti continuano a fare ore eccedenti pur senza essere retribuiti.
È proprio il caso di dire che la Scuola delle province di Bari e BAT ha pochi soldi, ma molta volontà!
Mi
creda, Sig. Ministro, l’attuale situazione è diventata ormai
insostenibile. Le scuole sono vicine al collasso finanziario. Da tale
crisi si può uscire solo incrementando le risorse da mettere a
disposizione delle Istituzioni scolastiche per il loro funzionamento e
per l’arricchimento dell’offerta formativa.
La prego, quindi, di
intervenire con tutta la Sua autorevolezza perché il nostro Paese vanta
un’ottima Scuola, da molti invidiata, e non possiamo distruggere tutto
quello che è stato costruito con tanta fermezza e sacrificio nel corso
degli ultimi anni, solo perché non si riescono a reperire, tra le
pieghe del Bilancio statale, i fondi di cui le Scuole necessitano per
realizzare un’azione educativa più efficace, più ricca in modo da
garantire risultati eccellenti da parte dei nostri studenti.
La ringrazio per l’attenzione prospettata e mi è gradita l’occasione per inviarLe deferenti ossequi.
IL DIRIGENTE DELL’U.S.P. f.to Giovanni LACOPPOLA
Bilanci in rosso