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no gelmini day

by barbara pianta lopis last modified 2008-10-01 01:20
no gelmini day

126° Circolo didattico, Iqbal Masih, via Ferraironi, 38 (Municipio VI) Roma

 

Contro la Riforma della scuola del Ministro Mariastella Gelmini

NO-GELMINI-DAY: Fai qualcosa contro il decreto!

 

Ovunque in Italia il popolo della scuola sente il bisogno di agire subito.

Genitori, corpo docente, amministrativi, studenti, tutti vogliono fare qualcosa per opporsi alla violenza che si sta scatenando contro la scuola pubblica. Dalle scuole di Foggia a quelle del Veneto, da Bologna a Quartu S. Elena, a Milano, a Roma, tanti ci chiamano e chiedono: cosa fare? Ci chiedono se esiste una speranza di farcela. Tutti sentono un senso d’angoscia per quello che ci sta arrivando addosso, ma anche una carica, una voglia, un desiderio di resistenza che va coordinato per un’azione comune immediata.

L’Iqbal Masih, che ha iniziato la lotta, occupando dal primo giorno di scuola, lancia per i primissimi giorni di ottobre il NO GELMINI DAY.

 Un giorno di azione diffusa e capillare, che coinvolga tutta Italia, ogni regione, ogni città, ogni scuola di piccolo paese deve alzarsi in piedi e dire la sua a questo governo.

 Il decreto Gelmini sta per essere approvato alla camera, dobbiamo agire con urgenza e incanalare tutte le forze presenti nel paese per dire NO a questa controriforma. Facciamo parlare le scuole e le università, attacchiamo striscioni all’ingresso di ogni edificio scolastico, anche nei paesi più piccoli perchè sia chiaro e visibile il nostro NO! Ricordate le bandiere dell’arcobaleno appese alle finestre? Che ogni scuola abbia il suo striscione. Presidiamo le mura anche oltre l’orario delle lezioni fino alla sera e anche oltre nella notte, tre scuole sono già state occupate, a Roma, a Bologna e a Quartu S. Elena in Sardegna, tutti possono farlo, presidiamo le aule di scuola anche con i nostri figli, sono esperienze formative straordinarie, un giorno questi bambini saranno orgogliosi dei loro genitori e delle loro maestre. Facciamo volantinaggi e informazione pubblica, occupiamo uffici scolastici, provveditorati, invadiamo il ministero dell’istruzione e Montecitorio.

Difendiamo l’istruzione pubblica di qualità. Se non lo facciamo ora, quando?

Se passa il decreto si produrranno danni difficilmente rimarginabili nei prossimi anni. Intensifichiamo le azioni diffondendole ovunque per mettere in difficoltà il governo e il ministro Gelmini e incalzare l’opposizione parlamentare perché faccia il suo dovere fino in fondo.

Chi dice “Riduciamo il tempo nella scuola” non ce l’ha col tempo pieno, ce l’ha con la scuola! Dicono “Meno scuola si fa e meglio state” perché vogliono chiudere le scuole, vogliono che i ragazzi vengano bocciati per mandarli alla scuola privata, vogliono clienti per la scuola privata. A noi non importa del grembiulino, a noi importa di andare al cuore del problema: questa scuola va arricchita e non impoverita. Il mondo è fatto di conoscenza e per avere più conoscenza ci vogliono più ore, più ore e più insegnanti.

Otto miliari di euro di tagli solo per fare cassa distruggendo un modello di apprendimento consolidato in venti anni e stimato in tutto il mondo è una vergogna!

LA MIA SCUOLA DICE NO! Possiamo bloccare la riforma.

La resistenza di questi giorni ha già posto dei limiti all’avanzata del decreto Gelmini, al ritornodel maestro unico nelle elementari, alla disarticolazione della scuola pubblica italiana. Anche chi si sente isolato nella propria scuola può fare qualcosa. Siamo tantissimi a non voler subire questa violenza.

Molti si chiedono cosa possiamo fare? Anche il battito d’ali di una farfalla può produrre un uragano!

mail: nonrubatecilfuturo@gmail.com

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