E' stato approvato il parere sul piano programmatico
PRIMO VELOCE RAFFRONTO TRA LA PROPOSTA DI PARERE ED IL PARERE APPROVATO
I TAGLI
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Nella proposta non era mai citato l’art.64 della Finanziaria (quello
dei tagli per 8 miliardi di euro), nell’approvato è citato ben tre
volte: a proposito delle ISCRIZIONI (purché compatibili con
l'attuazione dell'articolo 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), a
proposito della FORMAZIONE DELLE CLASSI (nel rispetto degli obiettivi
previsti dall'articolo 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) ; e
nel FINALE DELLE PREMESSE (considerata l'esigenza di rispettare i
vincoli previsti dall'articolo 64, comma 6, del decreto legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008,
n. 133)
- SCUOLA ELEMENTARE
- Rimane la formulazione
delle 24 ore a richiesta (l'attivazione di classi affidate ad unico
docente, funzionanti per un orario di 24 ore settimanali, sia
effettuata sulla base di specifiche richieste delle famiglie e siano
garantiti gli insegnamenti specialistici di religione e di inglese) ma
poi, i tempi scuola della primaria, prima esplicitati a 27-30-40 ore
ora sono esplicitati a 24-27-30-40 ore
- SCUOLA MEDIA
Conferma dell’orario a 29-30 ore (come nella proposta) per il tempo normale, per il tempo prolungato invece si passa
da
così: sia garantito che quelle realmente operanti, con il numero
richiesto di alunni frequentanti, possano funzionare per 40 ore,
soddisfacendo a pieno le domande delle famiglie;
a così: possano funzionare fino a 40 ore, compatibilmente con le risorse di organico, soddisfacendo le domande delle famiglie
- NUMERO ALUNNI PER CLASSE:
Viene
confermato l’aumento del numero medio, ma tolta l’esplicitazione “non
quello del numero massimo” (da così: sia previsto l'aumento del numero
minimo medio degli alunni per classe, e non quello del numero massimo a
così: : sia previsto l'aumento del numero minimo medio degli alunni per
classe.)
- ALTRE NOVITA’:
- Compare la previsione di un piano di formazione dei docenti sui nuovi ordinamenti
-
Il proseguimento delle sezioni primavera da “necessario” (nel testo
della proposta) a “opportuno” (nelle “osservazioni” allegate alla
proposta approvata)
- Le risorse per percorsi di formazione professionale da “siano previste” a “si valuti l’opportunità di prevederle”
-
Compare una “roboante” aggiunta non presente nella proposta (“siano
adeguatamente valorizzate durante le attività di sensibilizzazione e
formazione alla «Cittadinanza e Costituzione» le competenze relative
alla intelligenza sociale ed emotiva degli studenti anche attraverso
metodologie di apprendimento attivo come la pratica teatrale)
-
Ridefinizione delle cattedre di insegnamento: scompare la
raccomandazione di procedere evitando di utilizzare gli stessi in modo
non corrispondente alle classi di abilitazione (ndr: un insegnante in
esubero potrà insegnare qualsiasi cosa di cui ci sia bisogna? Da
italiano a matematica e viceversa?)
CONCLUSIONI PROVVISORIE:
Il
parere approvato è una contraddizione in termini tra le necessità di
fare cassa (tre volte il riferimento ai tagli della finanziaria) e non
sputtanarsi con le famiglie (due volte il richiamo alla domanda delle
famiglie (“la legge 30 ottobre 2008, n. 169 di conversione del
decreto-legge 1o settembre 2008, n. 137, va integrata con gli ulteriori
modelli organizzativi vigenti e sempre in ragione della domanda delle
famiglie”; “sia stabilito il tempo scuola in funzione non soltanto
delle esigenze di riorganizzazione didattica, ma soprattutto in ragione
della domanda delle famiglie”).
Ora, poiché l’esigenza di
Tremonti (tagliare sulla scuola) cozza con l’esigenza delle famiglie
(non tagliare sul futuro dei loro figli), la partita è lunga (da
oggi/preiscrizioni agli organici di fatto a settembre) e tutta da
giocare. Continuiamo a darci da fare o, come si diceva una volta: al
lavoro (prescrizioni, open days, collegi docenti, consigli d’Istituto e
alla lotta (mobilitazioni)!
PARERE APPROVATO DALLA VII COMMISSIONE DELLA CAMERA
Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell'utilizzo
delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico (Atto n. 36).
La
VII Commissione, cultura, scienza e istruzione della Camera dei
deputati, esaminato il Piano programmatico di interventi volti alla
razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali del
sistema scolastico (n. 36), che reca misure fondamentali al fine di
ridefinire una revisione degli ordinamenti scolastici, una
riorganizzazione della rete scolastica, ivi compresi i centri
territoriali per gli adulti e i corsi serali, nonché un razionale ed
efficace utilizzo delle risorse umane delle scuole; tenuto conto di
quanto evidenziato dal rappresentante del Governo nella seduta del 6
novembre 2008 nel corso della quale sono state evidenziate rilevanti
considerazioni integrative relative al Piano programmatico in esame;
acquisiti, altresì, i contributi offerti nel corso delle audizioni
informali del 21 e del 23 ottobre 2008, da parte di rappresentanti di
organizzazioni sindacali, di associazioni dei genitori, di associazioni
di dirigenti ed insegnanti, di insegnanti precari, di associazioni di
studenti; nonché delle osservazioni emerse nel corso dell'audizione
informale del 28 ottobre 2008, di rappresentanti del Comitato di lavoro
nazionale per l'apprendimento pratico della musica, e del 4 novembre
2008, di rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province
autonome, di UPI (Unione delle Province d'Italia) e ANCI (Associazione
nazionale dei Comuni italiani); preso atto dell'espressione del parere
della Conferenza unificata Stato regioni e autonomie locali del 13
novembre 2008; considerato che, per la revisione degli ordinamenti
scolastici sono stati approvati, nelle legislature XIV e XV, il decreto
legislativo 19 febbraio 2004 n. 59, per la scuola dell'infanzia e del
primo ciclo e il decreto legislativo 17 ottobre 2005 n. 226, relativo
al secondo ciclo di istruzione e di istruzione e formazione
professionale, modificato per la parte relativa all'istruzione
tecnico-professionale dalla legge 2 aprile 2007, n. 40; rilevato che i
parametri per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche,
previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1998 n.
233 e le disposizioni per l'istituzione, la soppressione o
l'aggregazione delle scuole, previsti dal decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112 risultano tuttora vigenti e non omogeneamente applicati;
evidenziata la necessità di coniugare la riqualificazione della spesa
pubblica, con la qualità dell'offerta formativa, come già rilevato nel
corso della XV legislatura nel Quaderno bianco sulla scuola, del
settembre 2007, e dai conseguenti provvedimenti di bilancio adottati
nella medesima legislatura; tenuto conto che all'interno della
revisione dei piani di studio appare necessario valorizzare l'autonomia
didattica delle scuole, secondo le disposizioni del decreto del
Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275;
con riferimento
alla scuola dell'infanzia, occorre perseguire l'obiettivo della
generalizzazione del servizio esteso anche ai bambini in età compresa
tra i due e i due anni e sei mesi; in relazione alla scuola primaria
del primo ciclo, la previsione dell'attivazione di classi funzionanti a
24 ore settimanali introdotte con la legge 30 ottobre 2008, n. 169 di
conversione del decreto-legge 1o settembre 2008, n. 137, va integrata
con gli ulteriori modelli organizzativi vigenti e sempre in ragione
della domanda delle famiglie; riguardo alla scuola secondaria di primo
grado, gli interventi di modifica oraria devono tendere a verificare
l'effettiva necessità di prolungare il tempo scuola; rilevata inoltre
l'esigenza per gli ordini di scuola dell'infanzia, primaria e
secondaria di primo grado di armonizzare le indicazioni nazionali
allegate al decreto legislativo n. 59 con le nuove indicazioni
stabilite nella XV legislatura; in ordine alle modifiche delle
tipologie dei percorsi scolastici del secondo ciclo, occorre prevedere
idonei tempi e modalità di realizzazione della normativa di attuazione
tali da consentire alle scuole e alle famiglie una piena assimilazione
delle innovazioni introdotte ai fini delle iscrizioni per l'anno
scolastico 2009/2010, purché compatibili con l'attuazione dell'articolo
64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; in ordine ai percorsi
di istruzione e formazione professionale, è necessario prevederne la
prosecuzione, la messa a regime e l'espansione per soddisfare a pieno
la domanda che proviene dalle famiglie e dagli studenti nelle diverse
regioni; con riferimento ai centri di istruzione per gli adulti, la
riorganizzazione dei moduli didattici dovrà rappresentare un chiaro
investimento sulla educazione permanente al fine di raggiungere gli
obiettivi fissati dal processo di Lisbona, in materia di life long
learning; con riferimento al dimensionamento scolastico, si ritiene
indispensabile tenere conto degli accordi interistituzionali stipulati
in sede di Conferenza unificata Stato-regioni e autonomie locali;
riguardo al migliore utilizzo delle risorse umane il criterio della
formazione delle classi deve rispettare i parametri stabiliti per
legge, condizionanti l'agibilità delle aule e dei laboratori
scolastici, nel rispetto degli obiettivi previsti dall'articolo 64 del
decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 ;
è necessario, infine,
prevedere piani di formazione dei docenti sui nuovi ordinamenti;
considerata l'esigenza di rispettare i vincoli previsti dall'articolo
64, comma 6, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con
modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti condizioni:
1) con riferimento alla revisione degli ordinamenti scolastici:
a)
all'interno della revisione dei piani di studio, sia favorita la
personalizzazione dei curricoli nell'ambito dell'autonomia didattica
delle scuole anche attraverso la previsione di attività
opzionali-facoltative;
b) si individuino in modo più esplicito
le competenze attese al termine dei percorsi scolastici, attraverso
l'individuazione di profili in uscita, anche con riferimento alla
valutazione esterna degli apprendimenti in linea con gli standard
definiti in sede europea e OCSE;
c) l'orario obbligatorio
delle attività didattiche della scuola dell'infanzia deve garantire
prioritariamente il tempo di 40 ore con l'assegnazione di due
insegnanti per sezione e prevedere soltanto come modello organizzativo
residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia
antimeridiana con l'assegnazione di un unico docente per sezione, sulla
base della esplicita richiesta delle famiglie;
d) in
relazione alla scuola primaria del primo ciclo, sia previsto che
l'attivazione di classi affidate ad unico docente, funzionanti per un
orario di 24 ore settimanali, sia effettuata sulla base di specifiche
richieste delle famiglie e siano garantiti gli insegnamenti
specialistici di religione e di inglese;
e) sia stabilito il
tempo scuola in funzione non soltanto delle esigenze di
riorganizzazione didattica, ma soprattutto in ragione della domanda
delle famiglie e pertanto siano garantiti differenti articolazioni
dell'orario scolastico a 24, 27, 30 e 40 ore, mantenendo la figura
dell'insegnante prevalente, secondo quanto previsto dal decreto
legislativo n. 59;
f) sia inoltre previsto che per le classi funzionanti a tempo pieno siano assegnati due docenti per classe;
g)
sia previsto, in ordine alla scuola secondaria di primo grado, un
orario obbligatorio flessibile dalle 29 alle 30 ore, secondo i piani
dell'offerta formativa delle scuole autonome;
h) siano ridotte
le classi funzionanti con il tempo prolungato, in assenza di richiesta
effettiva delle famiglie e delle condizioni di funzionalità, e,
viceversa, sia garantito che quelle realmente operanti, con il numero
richiesto di alunni frequentanti, possano funzionare fino a 40 ore,
compatibilmente con le risorse di organico, soddisfacendo le domande
delle famiglie;
i) si proceda all'armonizzazione delle indicazioni nazionali formulate nella XIV e XV legislatura;
j)
siano previste, a partire dall'anno scolastico in corso, iniziative di
riqualificazione professionale finalizzate ai nuovi ordinamenti;
k)
si preveda uno slittamento del termine di iscrizione al primo anno di
tutti i corsi di studi interessati dalla revisione degli ordinamenti,
allo scopo di predisporre la nuova offerta formativa, per consentire
alle famiglie e agli studenti di ricevere adeguate informazioni
finalizzate alla scelta dei percorsi di studio;
l) con
riferimento ai centri di istruzione per gli adulti, sia definito
l'assetto organizzativo-didattico, prevedendo un numero adeguato di
materie di insegnamento, collegando l'autorizzazione dei medesimi corsi
al monitoraggio degli esiti finali, nel rispetto dei principi fissati
dalla strategia di Lisbona in ordine all'educazione continua e
permanente;
m) siano adeguatamente valorizzate le competenze
scientifiche in tutti i percorsi scolastici e quelle musicali, ove
presenti nei piani di studio;
n) siano adeguatamente
valorizzate durante le attività di sensibilizzazione e formazione alla
«Cittadinanza e Costituzione» le competenze relative alla intelligenza
sociale ed emotiva degli studenti anche attraverso metodologie di
apprendimento attivo come la pratica teatrale;
2) con riferimento alla riorganizzazione della rete scolastica:
a)
si dia attuazione all'articolo 3 del disegno di legge di conversione
del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154 atto parlamentare Camera 1891,
in corso di esame presso la Camera dei deputati;
3) con riferimento al razionale ed efficiente utilizzo delle risorse umane della scuola:
a)
sia previsto l'aumento del numero minimo medio degli alunni per classe,
al fine di rispettare i parametri di agibilità di cui in premessa;
b) sia tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni disabili;
c)
in ordine alle nuove tipologie dei licei e degli istituti tecnici e
professionali, si tenga in dovuto conto, ai fini dell'accorpamento
delle classi di concorso e delle conseguenti assegnazioni delle
cattedre, la competenza disciplinare specifica degli attuali docenti,
anche ai fini della riconversione professionale dei docenti in esubero;
d) sia potenziata e qualificata l'attività di formazione
degli insegnanti specializzati di lingua inglese nella scuola primaria,
al fine di generalizzare in modo compiuto e adeguato questo tipo di
insegnamento;
e) al fine di una razionalizzazione, si rivedano
le tabelle che determinano l'organico di vari profili professionali del
personale ATA;
e con le seguenti osservazioni:
a)
appare opportuno coordinare, previo accordo con gli enti locali, le
modalità di prosecuzione della sperimentazione delle «sezioni
primavera» con quelle relative al servizio dell'anticipo, al fine di
generalizzare l'accoglimento dei bambini in età compresa tra i
ventiquattro e i trentasei mesi, nelle sezioni primavera o nella scuola
dell'infanzia;
b) sia considerata l'opportunità di inserire
l'insegnamento delle materie del cinema e del teatro nell'ambito dei
licei musicali e coreutici;
c) si valuti l'opportunità di
prevedere risorse dedicate ai percorsi di istruzione e formazione
professionale al fine di garantirne la prosecuzione, la messa a regime
e l'espansione anche come efficace strumento di contrasto alla
dispersione scolastica e formativa;
d) appare opportuno
inoltre valorizzare, in tutti i percorsi scolastici, il ruolo formativo
ed educativo dell'insegnamento delle discipline sportive;
e)
si valuti altresì l'opportunità di avviare un processo di superamento
del ricorso all'esternalizzazione di servizi, in presenza di personale
ATA impiegato a tempo indeterminato nelle scuole.