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Vivalascuola. Il primo giorno di scuola

by Giorgio Morale — last modified 2009-09-22 18:40

Per conoscere la scuola del ministro Gelmini. da http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/

Vivalascuola. Il primo giorno di scuola

di Giorgio Morale

 


Ecco il primo giorno di scuola a Napoli, Torino, Milano 1 e 2, Bologna, Terni, Prato, Roma, Ancona, Reggio Calabria, Messina, Palermo… Comincia l’anno del taglio di 42.000 posti di lavoro, non supportato da alcun atto normativo (vedi qui). Il nuovo anno si apre nella incertezza delle norme (vedi qui) e nella protesta (vedi qui e qui). Vivalascuola augura un buono anno scolastico.

Per conoscere la scuola del ministro Gelmini

La scuola elementare

TAGLIO DEGLI ORGANICI E “MAESTRO UNICO”
Hanno ridotto il numero dei docenti: 16 000 in meno in tutta Italia, 470 solo nella provincia di Milano. La riduzione proseguirà inesorabile nei prossimi due anni fino ad ottenere i 30.000 tagli previsti. Anche gli specialisti di inglese sono destinati a sparire: ogni maestra/o dovrà insegnare inglese dopo un corso di 200 ore…
Anche il personale ATA è stato fortemente ridotto: i tagli a livello nazionale sono stati 15.000 mentre 30.000 sono quelli previsti per i prossimi due anni.
Obiettivo primario del ministro: imporre il maestro unico per ottenere il risparmio previsto dalla legge finanziaria (8 miliardi di Euro in 3 anni; per intenderci esattamente la metà di quanto ci costeranno i 131 cacciabombardieri JSF acquistati dal nostro paese).
Ma è possibile ritornare oggi alla formula del maestro “tuttologo” di cinquant’anni fa? Le mobilitazioni di genitori e insegnanti hanno sostanzialmente bocciato il modello del maestro unico (meno del 3% di richieste in tutta Italia) e anzi è aumentata
la richiesta di Tempo Pieno.

MENO TEMPO SCUOLA, MENO SOSTEGNO E ZERO COMPRESENZE
Prosegue inesorabile anche la riduzione del tempo scuola e del sostegno ai bambini e alle bambine con disabilità. Nella maggior parte delle classi il Tempo Pieno viene privato delle ore di compresenza, che saranno destinate a coprire i tagli e le supplenze. Togliere le compresenze vuol dire impedire laboratori (ad esempio quelli di informatica, impossibili da gestire da una sola maestra con 27 bambine/i), uscite (per legge 1 adulto ogni 15 bambini) e attività di recupero! In molte scuole è ormai impossibile attuare anche i modelli orari di 30 e 33 ore (ex modulo), quelli più diffusi al di fuori delle grandi città.
Il Tempo Pieno non è una formula oraria, è un modello didattico-pedagogico!
Se la scuola riduce l’orario settimanale dovrà per forza insegnare di meno.

Lo scorso anno i genitori hanno firmato in Lombardia oltre 28.000 domande di iscrizione “integrative” in cui hanno richiesto le 40 ore, il doppio organico e 4 ore di compresenza. Queste domande sono state consegnate al Ministero assieme alle altre 230.000 richieste analoghe raccolte in tutta Italia.

AFFOLLAMENTO
Per “risparmiare” oltre 4800 insegnanti in tre anni, dal prossimo anno si potrà arrivare a 27 alunni per classe. Sarà sempre più difficile realizzare interventi adeguati su tutti gli alunni e ampliare l’offerta formativa.

TAGLI AI BILANCI DELLE SCUOLE
Lo scorso anno le scuole non hanno ricevuto il contributo dallo Stato per pagare le spese di ordinaria gestione. Materiale di cancelleria, fotocopie, spese telefoniche, materiale di pulizia ecc. spesso sono stati finanziati dai contributi “volontari” (sic!) dei genitori. Tutte le scuole hanno bilanci drammaticamente in rosso e vantano crediti nei confronti dello Stato.
I fondi per le supplenze sono stati tagliati di oltre il 50%. I/le maestri/e assenti per malattia non verranno sostituite. Ciò compromette gravemente il normale svolgimento dell’attività didattica e lede il diritto allo studio dei bambini e delle bambine.

* * *

La scuola media inferiore

DOVE SONO LE ORE DI RECUPERO O POTENZIAMENTO? E I PROGETTI, CHE FINE FANNO?
Per effetto della riconduzione delle cattedre a 18 ore, l’aumento del numero di alunni per classe e la riduzione del tempo scuola sono state tagliate 1000 cattedre nel milanese (2.600 in Lombardia e 17.500 a livello nazionale). Gli insegnati di lettere, ad esempio, faranno solo lezioni frontali e non potranno più svolgere attività in compresenza (potenziamento, recupero e progetti). Per lo stesso motivo, non potranno più insegnare italiano agli alunni stranieri. Chi lo farà? Anche il personale ATA (non docente) è stato fortemente ridotto: i tagli a livello nazionale sono stati 15.000 mentre 30.000 sono quelli previsti per i prossimi due anni.

E I LABORATORI?
Siccome sono sparite le compresenze e sono stati ridotti gli orari, i laboratori sono a rischio. Prima infatti il laboratorio di informatica era spesso organizzato sfruttando le compresenze nelle ore di educazione tecnica. La classe era divisa in due gruppi che si alternavano nelle esercitazioni informatiche. Adesso non è più così e se la scuola non ha le risorse economiche per pagare esperti esterni, non può più garantire questo servizio.

TI PARE POSSIBILE?
Il numero degli alunni è aumentato fino a 30 per classe e non ci sono i docenti necessari a garantire le ore di sostegno di cui avrebbero diritto i ragazzi e le ragazze con disabilità. Per l’anno che inizia oggi c’è un docente di sostegno ogni quattro alunni diversamente abili.
In aule sovraffollate si insegna male ed è più difficile imparare. Bocciature e malessere non potranno che aumentare.

È ANCHE UNA QUESTIONE DI SICUREZZA!
Che succede se manca un docente?
I fondi per le supplenze sono stati tagliati di oltre il 50%, quindi è facile immaginare che in caso di assenza per malattia di un/una docente le classi saranno divise; si perderanno ore di lezione e i ragazzi e le ragazze si troveranno a condividere ambienti affollati e scomodi. Tutto ciò compromette gravemente il normale svolgimento dell’attività didattica e lede il diritto allo studio degli alunni e delle alunne.

BILANCI IN ROSSO
Non ci sono soldi per pagare le supplenze, né per il normale funzionamento della didattica. Materiale di cancelleria, fotocopie, spese telefoniche, materiale di pulizia ecc. spesso sono stati finanziati dai contributi dei genitori.
Tutte le scuole hanno bilanci drammaticamente in rosso e vantano crediti nei confronti dello Stato. Dirigenti e docenti fanno i salti mortali per assicurare la continuità dell’offerta formativa, ma quest’anno sarà quasi impossibile.

* * *

La scuola superiore

MA È SOLO L’INIZIO, BEN ALTRO POTRÀ ANCORA ACCADERE!
Nelle scuole superiori l’anno scolastico 2009/2010 comincerà con 400 insegnanti in meno a Milano, 1.000 in Lombardia e 11.000 in tutta Italia. Molti docenti precari sono stati espulsi dalla scuola, ma anche numerosi docenti di ruolo sono stati dichiarati soprannumerari. Dall’a.s. 2010/2011 per l’avvio del riordino di Licei, Tecnici e Professionali sono previsti ulteriori 15.000 tagli. Altri docenti precari non saranno riassunti e i docenti di ruolo in esubero saranno messi in mobilità e, se non ricollocati, rischieranno il licenziamento.
Anche il personale ATA è stato fortemente ridotto: i tagli a livello nazionale sono stati 15.000 mentre 30.000 sono quelli previsti per i prossimi due anni.

NUOVI CRITERI PER LA COSTITUZIONE DELLE CLASSI
Le classi saranno costituite da un minimo di 27 alunni per arrivare fino a 33. Le classi prime in cui sono presenti alunni diversamente abili dovrebbero essere costituite con un numero di studenti non superiore a 20, ma per rispettare il limite delle dotazioni organiche tale numero può essere superato.
In aule sovraffollate si insegna male ed è più difficile imparare. Bocciature e dispersione non potranno che aumentare.

RICONDUZIONE DELLE CATTEDRE A 18 ORE
Tutte le cattedre sono state ricondotte a 18 ore.
La riconduzione delle cattedre a 18 ore compromette la continuità didattica, impedisce la sostituzione di docenti assenti, nega la possibilità di attivare corsi di prima alfabetizzazione per gli studenti di madre lingua non italiana e insegnamenti alternativi alla religione cattolica.

TAGLI AI BILANCI DELLE SCUOLE
Tutte le scuole hanno bilanci drammaticamente in rosso e vantano crediti nei confronti dello Stato. Lo scorso anno le scuole non hanno ricevuto il contributo per pagare le spese di ordinaria gestione e per poter attivare i corsi di recupero necessari. I fondi per le supplenze sono stati tagliati di oltre il 50%. Tutto ciò compromette gravemente il normale svolgimento dell’attività didattica e il diritto allo studio dei ragazzi.
La privatizzazione del sistema di istruzione è avviata!

RIORDINO DELLA SCUOLA SUPERIORE
Il riordino della scuola superiore NON è legge. I Regolamenti previsti dall’art.64 della legge n. 133/08 non sono ancora stati definitivamente approvati dal Consiglio dei Ministri.
Secondo quanto previsto dagli Schemi di regolamento nell’a.s. 2010/2011 il riordino coinvolgerà non solo tutte le prime, ma anche le seconde di Licei e Tecnici. Le terze e le quarte dei Tecnici proseguiranno secondo gli attuali piani studio, ma con un orario settimanale ridotto a 32 ore. I Professionali passeranno a 34 ore (per arrivare a 32). A regime tutte le sperimentazioni spariranno e il numero di ore di laboratorio sarà significativamente ridotto. Nei Licei l’orario sarà di 27 ore al biennio e di 30 al triennio (31 al Liceo classico). Fanno eccezione i Licei artistico e coreutico – musicale che prevedono da 32 a 35 ore.
Tutte le scuole superiori dovranno costituire dipartimenti e un comitato tecnico scientifico che svolgeranno di fatto le funzioni affidate oggi al collegio dei docenti. Il comitato tecnico scientifico sarà composto in modo paritetico da docenti e da esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica.
Meno tempo a scuola rende più difficile sia insegnare che imparare. Nelle scuole superiori occorre più collegialità, dipartimenti e comitato tecnico scientifico al contrario la riducono.
(da ReteScuole)

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MANIFESTO DELLE DOCENTI E DEI DOCENTI ITALIANI

ALLA CITTADINANZA

Con preoccupazione ed allarme noi docenti intendiamo denunciare il pesante attacco in corso contro l’istruzione pubblica che avrà come inevitabile risultato quello di compromettere ancor di più il futuro delle nuove generazioni e dell’intera società italiana.

Preoccupazione ed allarme perché la Scuola Pubblica viene soffocata economicamente da anni di tagli ai finanziamenti, da parte di uno Stato che riduce le risorse alle scuole per il normale funzionamento e rifiuta di rimborsare i miliardi di euro di crediti maturati dalle scuole italiane negli anni scorsi.

Preoccupazione ed allarme perché la Scuola Pubblica viene smantellata con i tagli all’organico. Ridurre il numero dei docenti e delle docenti vuol dire produrre il sovraffollamento nelle classi, dequalificare la didattica, aumentando invece la condizione di precarietà lavorativa che incide negativamente sulla continuità e progettualità didattica.

Preoccupazione ed allarme, perché si fa sempre più concreto un progetto di incentivi e finanziamenti alla scuola privata, sottratti ad una scuola pubblica sempre più abbandonata a se stessa.
Respingiamo la persistente campagna denigratoria contro il corpo docente e contro la scuola pubblica.
Al contrario è evidente che essa, ormai da anni, resta ancora in piedi solo grazie all’impegno volontario di molti/e insegnanti e famiglie.

Accusiamo questa classe dirigente di scaricare sulla scuola pubblica la situazione di declino economico, sociale e culturale della società nella quale loro per primi ci hanno condotto; non è certo colpa delle/dei docenti e se questa società non riesce a garantire lavoro, mobilità sociale, utilizzo adeguato delle forze produttive, e se i lavori intellettualmente più qualificati sono resi precari o sottopagati obbligando migliaia di eccellenze ogni anno ad emigrare all’estero.

Accusiamo questa classe dirigente della responsabilità e degli effetti di trent’anni di videocrazia e di sospetta strategia di distrazione di massa, che si è tradotta per la cittadinanza in un allontanamento crescente dalle tematiche sociali, in disinformazione diffusa, in cancellazione della memoria recente, in superficialità delle conoscenze, in proposizione di modelli privi di qualsiasi spessore culturale. È chi lavora nella scuola che ha subito e subisce gli effetti di questo degrado e che continua ad essere lasciato sola/o nella difesa di una dimensione culturale della persona e della vita. Ci accusano di non insegnare ai/alle giovani la Storia moderna, ma chi l’ha pervicacemente ridimensionata o addirittura eliminata dai curricoli? Chi l’ha eliminata dai programmi della Scuola Primaria insieme alla Geografia europea e mondiale, e allo studio di Darwin in Scienze? Chi vuole introdurre il dialetto a scuola mentre toglie le/i docenti specialisti di inglese nella primaria e taglia i fondi per l’insegnamento di altre lingue straniere?

Accusiamo questa classe dirigente di disinformare la popolazione riguardo la scuola pubblica con continue bugie che vengono insistentemente sostenute dai Ministri: in particolare ricordiamo che la spesa statale per l’istruzione pubblica in Italia è tra le più basse dell’OCSE, che la scuola pubblica italiana gode del maggior consenso delle famiglie in Europa, che a fronte della scuola privata italiana, classificata tra le peggiori al mondo, i risultati in diversi ordini della Scuola Pubblica sono stati tra i migliori al mondo, nonostante questa classe dirigente abbia fatto del suo peggio per indebolirla. Non è vero nemmeno che le bocciature sono aumentate, anzi sono invece diminuite: i docenti si sono rifiutati di essere esecutori acritici degli orientamenti ministeriali.

NOI DOCENTI DA PARTE NOSTRA:

Ribadiamo con ancora più forza il nostro impegno a sviluppare nei/nelle giovani le capacità logiche, di ragionamento e approfondimento e a favorire un pensiero critico e scientifico, la creatività e l’immaginazione contro ogni omologazione, conformismo, pregiudizio, luogo comune, rifiutando di ridurre l’intelligenza ad un dato banale misurabile con test o quiz.

Ribadiamo la volontà di continuare la tradizione egualitaria della scuola pubblica italiana, favorendo lo spirito di cooperazione e di solidarietà e, come prescritto nella Costituzione, prestando particolare attenzione verso chi incontra più difficoltà, contro ogni apparente meritocrazia basata in realtà sulle crescenti disuguaglianze sociali.

Ribadiamo l’importanza della relazione professionale ed umana tra docenti e studenti, l’importanza di rafforzare le motivazioni allo studio ed alle conoscenze e di stimolare la curiosità culturale.

Ribadiamo l’importanza di contrastare la grave dispersione scolastica italiana e di dare a ciascun allievo/a la possibilità di sviluppare le proprie capacità, valutandone i progressi rispetto le condizioni di partenza.

Ci rifiutiamo infine di ridurre il ruolo docente a quello di semplice funzionario-controllore dei comportamenti giovanili e del consenso sociale, in un contesto che genera sempre più emarginazione e che non è più in grado di garantire un futuro professionale nemmeno ai/alle più meritevoli.
Meglio invece sarebbe se cominciassero a pagare gli ingenti debiti contratti con le scuole, stabilizzassero gli organici, destinassero più fondi alla Scuola Pubblica e più risorse per eliminare la dispersione scolastica, invece che dirottarli a Banchieri ed Industriali, a guerre ed armamenti.

Firma qui.

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Sindacati e opposizione, basta dormire!
di Giuseppe Caliceti

… Cara Opposizione e cari sindacati tutti della scuola, vi ricordate come Cei ha difeso le scuole private cattoliche di fronte all’ipotesi ventilata di togliere un po’ di fondi? Imparate da loro, se non avete idee. O aprite gli occhi: se vedete veramente anche voi il più grande licenziamento di massa della storia della nostro Repubblica, che poi avviene sulla formazione dei più giovani, muovetevi. E presto. O ancora non è abbastanza per mettere la difesa della scuola pubblica italiana come punto centrale di qualsiasi vostro programma di oggi e di domani? Per smetterla di parlare con un governo incapace e pericoloso che sta facendo male ogni giorno di più ai nostri bambini e ai nostri ragazzi? Non è abbastanza per mettere da parte i personalismi di corrente e di partito e organizzare una seria e determinata opposizione unitaria a oltranza? Cosa di peggio deve ancora accadere?
(
continua qui)

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Guide alla scuola della Gelmini qui.

Le circolari e i decreti ministeriali sugli organici qui.

Una sintesi dei provvedimenti del Governo sulla scuola qui.

Una guida normativa per l’anno scolastico 2009-20010 qui e qui.

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Dove trovare il Coordinamento Precari Scuola: qui.

Le proposte del Ministro ai precari qui e il parere del sindacato qui.

La mappa della protesta qui.

Cosa fanno gli insegnanti: vedi i siti di ReteScuole, Cgil, Cobas.

Spazi in rete sulla scuola qui.