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Appello
delle insegnanti precarie sul tetto del provveditorato di Benevento:
ARRAMPICATEVI TUTTE! Pieno sostegno della Federazione provinciale RdB
CUB
Benevento – lunedì, 31 agosto 2009
Siamo
donne, gran parte di noi madri di famiglia, ogni anno in attesa di una
stabilizzazione, di una garanzia per il futuro, sballottate per oltre
10 anni da una scuola all'altra a tappare i buchi di una scuola
pubblica allo sfascio.
Il governo ha deciso per noi: della scuola e degli insegnanti se ne può anche fare a meno.
Per
fare le veline e i tronisti, per mentire ed imbrogliare, per corrompere
e arricchirsi, non serve conoscere Socrate o Manzoni.
Serve
piuttosto infondere nella società il bene più prezioso sul quale il
potere fonda la sua forza e il suo consenso: l'ignoranza.
La nostra
colpa, la colpa di ventimila insegnanti che vogliono cacciare
nell'angolo buio e disperato della disoccupazione, è il nostro lavoro,
il nostro impegno quotidiano, l'alzarsi ogni mattina per compiere un'
attività ormai forse ritenuto da lor signori superfluo o negativo:
insegnare.
Siamo persone semplici, non abbiamo mai impugnato una
bandiera o uno striscione fino a poche settimane fà, ma dalla storia
dell'umanità abbiamo imparato che la ribellione è l'ultima arma a
dispozione contro i soprusi e la prepotenza dei potenti.
Il ministro Gelmini vuole distruggere la scuola pubblica, ma noi non lo permetteremo.
Siamo
saliti su questo tetto rovente di giorno e gelido di notte come atto
estremo di protesta contro i tagli alla scuola, nella speranza che
questo gesto sia anche e soprattutto un raggio di luce per aiutare i
più a non chiudere gli occhi, a non lasciarsi intorpidire verso il
sonno della ragione.
Hanno calpestato i nostri diritti, le nostre
speranze, il nostro futuro, solo unendo le nostre forze, mobilitandoci
in modo collettivo, possiamo riconquistarli.
La solidarietà è la nostra arma, la stessa arma che ha condotto gli operai della INNSE alla vittoria.
Stanotte
resteremo ancora qui sopra e ci addormenteremo con un piccolo sogno
nella testa: risvegliarci al mattino e scoprire che non siamo soli, che
sui tetti di 10, 100, 1000 scuole e uffici scolastici, una moltitudine
di colleghi, studenti, insegnanti, hanno acceso altre centinaia di
candele della speranza e della ribellione.
Arrampicatevi sui tetti, se saremo in tanti, vinceremo con la forza della nostra determinazione.
Perchè
in gioco non c'è solo il nostro posto di lavoro, ma il sapere e la
conoscenza, la speranza e il futuro di un domani migliore.
Patrizia, Elvira, Daniela, Silvana, Mariolina, Pina, Lucia.
Dal Tetto dell'Ufficio Scolastico di Benevento, nel sud ribelle le sannite agguerite preparano le forche caudine.
30 agosto 2009, 38° gradi all'ombra.