SOTTO IL VESUVIO
Napoli,
2010-05-12
risposta del coordinamento precari scuola al preside Tipaldi
Le pare ragionevole colpire tutti i docenti con la mortificazione professionale e la loro riduzione a “travet del sapere” per punire i lavativi?
RISPOSTA DEL COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
AL PRESIDE TIPALDI.
Ill.mo Preside Tipaldi,
la
Sua replica non fa che confermare quello che è stato evidenziato
dall’analisi condotta dai precari, che, cioè i Dirigenti hanno maturato
un’acuta insofferenza per i diritti dei docenti e, complementarmente, un
forte desiderio di esercitare poteri di coercizione che, col ricatto
del licenziamento o del “declassamento”, limitino la libertà di
insegnamento e l’autonomia dei docenti, usando come pretestuoso movente
l’efficienza del “servizio”.
A noi pare che il problema del
reclutamento e del controllo dei docenti (e anche dei presidi, se
permette!) si debba porre e risolvere in termini diversi. Chi controlla,
del resto, la categoricità d’istanza etica di un chirurgo provetto ma
tanto cinico da organizzare un traffico d’organi? E sarebbe giusto
decidere di privatizzare la Sanità e di umiliare tutti i medici per
punire un solo disonesto, poi?
Le pare ragionevole colpire tutti
i docenti con la mortificazione professionale e la loro riduzione a
“travet del sapere” per punire i lavativi?
Se i presidi non
hanno sufficienti poteri per stroncare il malcostume dell’assenteismo o
lo scarso impegno profuso da una quota di docenti infingardi, allora li
chiedano, ma riconoscano che non si può postulare l’esigenza di
snaturare il senso e la funzione della scuola per una finalità meramente
disciplinare!
Non siamo ingenui e crediamo non lo siano neppure
i presidi. Il nuovo assetto programmato dal ministero non ha nulla a
che vedere con l’efficienza, ma con il controllo e la neutralizzazione
del potenziale critico di studenti e docenti!
Il discorso che
Lei fa è in tutto e per tutto assimilabile a quello che l’attuale
Governo, in perfetta malafede, fa sulle intercettazioni: imbavagliare la
stampa e negare ai magistrati un indispensabile strumento di indagine,
dicono i legislatori, sarebbe “necessario” in vista della difesa della
privacy!
Ma ci sono provvedimenti assai meno pericolosi per la
tenuta democratica del paese tramite cui conseguire tale scopo! Basta
disporre la distruzione delle intercettazioni subito dopo l’utilizzo a
fini processuali o la secretazione di quelle di cui sia ancora dubbia
l’utilità, come suggeriscono illustri costituzionalisti!
La
“rendicontazione” non ci piace e non ci piacerà mai perché siamo e
resteremo convinti del fatto che orientare un cervello e un’anima non
sia un’attività “rendicontabile” e che il progresso culturale non possa
essere “offerto” come un prosciutto e “garantito” come la genuinità di
una mozzarella.
Inoltre, il Suo discorso sulla “finalmente”
prevista risposta alle famiglie è specioso e falsificante: non ci
risulta, infatti, che i docenti della passata generazione, i docenti
della scuola-istituzione e non della scuola-servizio, non vessati né
costretti a promuovere tutti e socialmente tenuti in alta
considerazione, agissero nell’impunità e nell’arbitrio!
Le
famiglie hanno sempre esercitato il loro diritto di controllo, ma nel
rispetto della dignità del docente e presupponendone la cultura e la
buonafede, mentre ora, ridotte a “clientela” e percependosi come tale,
partono dal presupposto che il docente sia sempre e comunque ignorante,
sempre e comunque responsabile del mancato “successo” educativo dei
propri figli, sempre denunciabile e sempre tenuto a soggiacere a
qualsivoglia richiesta.
Soddisfatti o rimborsati, insomma: i
presidi garantiscono!
Lei parla di “servizio” con entusiasmo e
disegna un futuro in cui i docenti, strigliati a dovere, trotteranno
finalmente come garzoni al servizio della clientela e dei
presidi-padroni…
Possiamo anche comprendere che questo orizzonte
sia per qualcuno di Voi auspicabile. Quello che non comprendiamo è come
si possa cancellare o ignorare ogni riferimento alla specificità
dell’insegnamento come attività POLITICA e IDEOLOGICAMENTE CONNOTATA!
La
natura di questo “servizio” da rendere (è impossibile che Lei non se ne
renda conto!), infatti, consiste nella trasmissione di messaggi
culturali, che non possono essere messaggi “neutrali”!
Lei parla
di repressione dei “cattivi docenti” e di promozione dei “migliori”
secondo criteri “oggettivi”… Ma potrebbe, potrà mancare di inserirsi,
sia pure surrettiziamente, tra questi criteri, quello della docilità
ideologica dei docenti, della loro contiguità al pensiero del capo?
I
docenti non sono tutte canaglie, ma neanche tutti idealisti: ha
contemplato, Lei, nel suo “servizievole” ottimismo, lo scenario in cui e
per cui i docenti millantino o ostentino un certo indirizzo politico
per compiacere il capo ed averne la relativa “sportula”, con conseguente
prostituzione intellettuale?
Quale avvilente modello verrà
dunque trasmesso ai ragazzi? Quello di un intellettuale servile e
asservito, prono e allineato, voltagabbana e pitocco! Che tragica e
triste prospettiva!
Smettiamo di trincerarci dietro
l’efficientismo, dietro la presunta “trasparenza” e “verificabilità”
delle “prestazioni” e dei livelli di competenza-conoscenza-abilità
raggiunti.
Se lo studente è cliente non si preoccuperà mai di
imparare e lo farà comunque in un’ottica interessata e distorta; se il
cliente va trattenuto a tutti i costi, il “successo formativo” dovrà
essere garantito; se il “successo formativo” deve essere assicurato, il
docente deve essere annichilito. Per annichilirlo occorre vilipenderlo e
dipingerlo come fannullone e impreparato…
E’ questo il triste e
volgare sillogismo imperfetto sotteso alle effervescenze manageriali
dei presidi!
Ribadiamo che si tratta di una minaccia di
prim’ordine per la società, e che occorre che le persone di buona
volontà facciano di tutto per fermare questa deriva autocratica e
scongiurare questa metamorfosi esiziale dell’unica e ultima istituzione
capace di evitare la trasformazione dei cittadini consapevoli in sudditi
deleganti.
11 maggio 2010
Coordinamento Precari
Scuola
Risposta di un Dirigente Scolastico di Napoli al documento CPS Napoli