SOTTO IL VESUVIO
Napoli,
2010-05-12
Risposta di un Dirigente Scolastico di Napoli al documento CPS Napoli
Sarebbe grave se nessun preside rispondesse alla sua pubblica lettera ai dirigenti scolastici....
http://www.orizzontescuola.it/node/7092
Risposta
di un Dirigente Scolastico di Napoli al documento CPS Napoli
Mar,
11/05/2010 - 06:19
red - Riceviamo la lettera del dirigente
scolastico Eugenio Tipaldi, in risposta al Comitato precari Scuola di
Napoli che ha inviato una lettera ai dirigenti scolastici della
provincia. La lettera è indirizzata a Brunello Arborio, che ha postato
il documento dei colleghi precari in redazione.
"Sarebbe
grave se nessun preside rispondesse alla sua pubblica lettera ai
dirigenti scolastici, allora sì che mi preoccuperei per lo stato della
nostra democrazia. Sono un dirigente scolastico di un istituto
comprensivo di Napoli e provo a rsponderle. Non mi sento asservito al
potere, soffro quanto Lei dei tagli che vengono fatti alla scuola
pubblica, mentre i politici non si tagliano i loro stipendi. Ma la
poltica dell'egualtarismo fin qui sostenuta dai sindacati nella scuola
non è giusta; e ritengo ciò non per una visione mercantilista della
scuola, come Lei dice. Ma perché non si può mettere sullo stesso piano
chi lavora e chi no, chi è puntuale e chi è ritardatario, chi è bravo a
svolgere i suoi compiti e chi non è adatto a fare il mestiere di
docente.
Proprio perchè stimo molto il ruolo dell'insegnante
(formatore della coscienza civica delle nuove generazioni), bisognerebbe
selezionare meglio sin dall'inizio chi si avvia a svolgere il ruolo di
educatore. Il docente deve essere non solo conoscitore profondo della
propria disciplina, ma competente sul piano dei rapporti umani con gli
alunni: deve saperli coinvolgere, deve saperli controllare (non mi
fraintenda) nel senso di motivarli allo studio.
Un preside sa
chi sono i buoni e i cattivi insegnanti; e non mi scandalizzo, anzi
auspico, che si possano premiare i migliori. Certo la valutazione della
carriera va fatta con criteri oggettivi: i risultati degli apprendimenti
degli alunni, la gestione della classe, la partecipazione ai corsi di
aggiornamento, la capacità di saper lavorare in gruppo, la puntualità,
la presenza (e non le continue assenze), la professionalità.
Perché
ritiene la rendicontazione sociale tanto odiosa? Un servizio pubblico
deve offrirsi alla valutazione degli utenti. Capisco che questi termini
possano non piacerle, ma essi non sono né di destra né di sinistra:
fanno parte di un'evoluzione in positivo della Pubblica Amministrazione,
cominciata da Bassanini per finire a Brunetta. Di quest'evoluzione,
come cittadini dobbiamo essere contenti: finalmente la semplificazione,
la qualità e il gradimento del servizio pubblico cominciano a essere
presi in considerazione.
Anche la scuola deve migliorarsi, certo
non con la politica dei tagli. Ma le considerazioni politiche le faccio
come cittadino e non come dirigente, come funzionario devo eseguire la
legge."
Lettera ai presidi del CPS di Napoli