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Scuola, tagli a 4mila cattedre in Campania In aumento i docenti senza sede

by barbara pianta lopis last modified 2010-04-14 12:00

Ancora tagli per la scuola campana. I primi dati sono allarmanti: sarebbero quasi quattromila i posti in meno. da www.ilmattino.it

Scuola, tagli a 4mila cattedre in Campania
In aumento i docenti senza sede



di Daniela De Crescenzo

NAPOLI (12 aprile) - Ancora tagli per la scuola campana. I primi dati sono allarmanti: sarebbero quasi quattromila i posti in meno. Secondo i sindacati, che già sono sul piede di guerra, in Campania saranno concentrate ben 3866 delle 25.558 cattedre scomparse a livello nazionale. Ci saranno 1276 insegnanti in meno nella scuola primaria, 894 nella media e 1716 nella secondaria. Tagli sostanziosi sono previsti pure per il personale Ata anche se non è stata ancora fatta la ripartizione per le regioni.

I tagli ai posti dei docenti, compresi nel piano triennale della Gelmini, arriveranno nel complesso a 130 mila nel 2012. Il calo delle cattedre è stato provocato dalla diminuzione delle iscrizioni (soprattutto nella secondaria), ma non solo. Il governo, infatti, ha deciso di risparmiare nel triennio otto miliardi di euro sul personale e le riduzioni previste dalla legge 133 del 2008 sono state spalmate tra le diverse regioni. Una situazione che ovviamente preoccupa i sindacati.

«Se questa ipotesi verrà confermata - sottolinea il segretario generale della Cisl Scuola della Campania, Rosalba Visone - ancora una volta la nostra regione pagherà il dazio maggiore, con un ulteriore incremento di docenti soprannumerari senza sede, visto che i pensionamenti - 2903 su tutto il territorio - non riusciranno a compensare gli esuberi annunciati». «La tabella dei tagli della Campania porterà a una riduzione del tempo scuola - commenta il segretario regionale della Cgil Campania Giuseppe Vassallo - E crescerà anche la precarizzazione complessiva della classe insegnante: molti diventeranno sprannumerari e perderanno le proprie classi, altri lavoreranno a scavalco, dividendosi tra più scuole».

E il direttore scolastico regionale, Luciano Chiappetta, che è anche il responsabile ministeriale del personale della scuola è già al lavoro per attenuare l’impatto sul sistema formativo campano. «Il taglio non è tutto sull’organico di diritto, il 15 per cento ricadrà, infatti, sull’organico di fatto e quindi gli effetti saranno visibili a partire da settembre», spiega. L’organico di diritto è quello stabilito sulla carta, quello di fatto è quello che realmente si organizza nelle singole scuole.

La differenza non è piccola. Già in questa prima fase si andrà a definire il numero degli insegnanti che risulteranno in sovrannumero, e contemporaneamente diminuiranno i posti disponibili per i supplenti. Su questo fronte si sta già organizzando la direzione regionale.

«Cercheremo di rinsaldare quegli strumenti di salvaguardia già utilizzati lo scorso anno - dice Chiappetta - creeremo una corsia preferenziale per chi aveva già una supplenza, come abbiamo già fatto. Chi non entrerà in classe non perderà i punti e contemporaneamente, tramite una convenzione con l’Inps, otterrà il sussidio di disoccupazione». Poi dovrebbe scendere in campo la Regione: «Cercheremo di stipulare accordi quadro per l’allargamento dell’offerta formativa in maniera da aiutare anche i precari - spiega Chiappetta - Per i docenti di ruolo che saranno trasferiti e in sovrannumero (e saranno circa duemila) cercheremo di sfruttare i buchi negli organici di fatto».

I maggiori disagi dovrebbero avvertirsi nelle superiori dove partirà la riforma. «Bisognerà sopportare dei disagi - conclude il direttore - ma faremo di tutto per limitare il peso dei tagli».

 

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=97761&sez=NAPOLI