SOTTO IL VESUVIO
Napoli,
2011-01-23
Scuole fatiscenti, a Napoli bloccati 70 progetti e in Italia 22mila istituti sono fuorilegge
In Campania il budget iniziale era di 300 milioni di euro. Un tesoretto composto da fondi europei che ora, dopo lo stop della Regione, rischiano di tornare indietro inutilizzati
dal Fatto Quotidiano del 22 gennaio 2011
www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/22/scuole-fatiscenti-a-napoli-bloccati-70-progetti-e-in-italia-22mila-istituti-sono-fuorilegge/87806/
Scuole
fatiscenti. Se Milano piange, Napoli è nella tragedia. Una tragedia che
si sta trasformando in psicodramma. Si dà il caso, infatti, che la
regione Campania aveva avviato la realizzazione di 70 progetti di
altrettante scuole concepite con criteri avveniristici, ma appena
insediato il nuovo governo di centro destra l’operazione era stata
subito bloccata. Spiegazione di Antonio Oddati,
coordinatore del settore edilizia scolastica: “I progetti – dice – erano
stati gestiti con procedure che l’Europa avrebbe bocciato. I fondi
europei, infatti, sono destinati a migliorare la qualità delle
strutture, non a rimediare alle carenze edilizie. Così stavamo
rischiando di avviare degli interventi che alla fine sarebbero risultati
fuori bilancio”.
La Campania per la realizzazione dei nuovi progetti si era avvalsa
dell’esperienza del Cisem, un centro studi delle province italiane che
ha sede a Milano e che ha come referente l’architetto Giorgio Ponti,
uno dei massimi esperti a livello mondiale di progettazione di scuole.
L’operazione aveva inizialmente a disposizione 300 milioni di euro ,
tutti fondi europei. “Intanto – dice Ponti – Tremonti si era portato via
100 milioni. Ma col resto avevamo potuto approvare 70 progetti: per
realizzare scuole con laboratori speciali e aule flessibili per attuare
una didattica avanzata. Progetti, insomma in piena regola con quanto
richiesto dalla Comunità europea. Capisco i problemi che si sono
registrati in Campania sull’uso dei fondi europei, ma in questo caso
tutto era in regola: per questo la spiegazione che si dà al blocco
dell’intervento non ha senso. Di questo passo la Regione rischia di
perdere i fondi europei destinati a queste operazioni, e di conseguenza
perdere l’occasione di adeguare le proprie scuole secondo standard che
la stessa Ocse aveva giudicato di assoluta avanguardia”.
Insomma una battuta d’arresto inconcepibile soprattutto in
considerazione del panorama nazionale dell’edilizia scolastica
notoriamente in condizioni disastrose. Secondo Giorgio Ponti, infatti,
almeno la metà dei 44 mila plessi scolastici italiani sono privi delle
certificazioni di sicurezza previsti dalla legge. Comuni e province
avevano tempo fino al 31 dicembre del 2009 per mettersi in regola, ma
ciò non è avvenuto. Conseguenza? “Dovrebbero essere chiusi – dice senza
mezzi termini l’architetto Ponti – Ipotesi impraticabile, ma se succede
qualcosa chi gestisce questi plessi ne è responsabile”. Si sta
scherzando col fuoco, e la situazione è sempre più fuori controllo. La
Lombardia, ad esempio, era una delle poche regioni che aveva avviato
l’anagrafe delle strutture scolastiche: un’operazione che aveva
coinvolto circa la metà dei comuni lombardi. Ormai però anche questo
intervento è stato messo fuori gioco: da un anno non ci sono più fondi
per gestire i controlli. “Che si aspetta? – commenta amaramente Giorgio
Ponti – Che avvenga un’altra tragedia per rendersi conto della necessità
di adeguare le scuole a uno stato di sicurezza e qualità a cui i nostri
studenti hanno diritto?”.