MOZIONI
2008-10-27
Documento dei docenti dell' I.T.C. "Enrico Caruso" di Napoli
Napoli, 26/10/2008
Salviamo la scuola pubblica
DOCUMENTO DEI DOCENTI
DELL’ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE STATALE “ENRICO CARUSO” DI NAPOLI
I docenti dell’Istituto Tecnico Commerciale Caruso di Napoli esprimono un
netto dissenso per gli interventi normativi emanati e proposti nel settore
scuola ed istruzione di ogni ordine e grado.
Provvedimenti che non scaturiscono da un serio esame dei bisogni della società
e dei giovani di oggi ma hanno solo lo scopo di ridurre la spesa nel settore
nevralgico dell’istruzione di circa 8 miliardi di euro.
Essi ritengono che una riforma seria ed efficace dovrebbe comportare il
coinvolgimento attivo di chi nella scuola vive e opera quotidianamente e con
passione: studenti, personale ATA, docenti e dirigenti.
Basta con pseudoriforme a costi zero: vogliamo una scuola rispettata come
organo istituzionale di uno stato democratico, adeguatamente finanziata e
democraticamente amministrata. Cominciamo con investire più risorse nella
scuola statale, offrendo periodicamente la possibilità di un vero aggiornamento
professionale e migliorando le strutture scolastiche.
Per la scuola superiore le conseguenze saranno:
- un numero maggiore di alunni per classe;
- riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore con conseguente aumento della soprannumerarietà;
- riduzione degli orari degli istituti tecnici a 32 ore;
- la riduzione degli istituti tecnici a due settori( settore economico e settore tecnologico);
- il taglio delle discipline tecnico professionali sia pratiche che teoriche e dei laboratori:
- la scomparsa di numerosi indirizzi tra cui il ragioniere programmatore;
- la fine immediata di tutte le sperimentazioni,
- la modifica dei profili e dei compiti degli ITP.
Il disegno di legge Aprea, DL 953/2008, inoltre, ridefinisce in modo
unilaterale il profilo giuridico del docente e limita gli spazi democratici nella
scuola rappresentando l’avvio del processo di privatizzazione.
Il Collegio dei Docenti dell’ I.T.C. CARUSO chiede l’immediato ritiro della
Legge 133/2008), della pseudoriforma Gelmini (DL 137/2008) e dell'insidiosa
controriforma adombrata nel Disegno di legge Aprea.