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A proposito delle proposte di parere della VII Commissione Istruzione della Camera sul riordino di Licei, Tecnici e Professionali

by Mario Piemontese last modified 2009-12-30 14:00

Nel complesso le 3 proposte di parere sono molto tecniche e poco politiche. Nessuna inversione di tendenza viene richiesta, fatta eccezione per quanto riguarda l’obbligo di istruzione e la mobilità del primo biennio, cosa che tra l’altro stride con la possibilità di assolvere proprio l’obbligo di istruzione sia nei percorsi di istruzione e formazione professionale che nei percorsi di apprendistato. La tanto decantata, da parte del ministro Gelmini, riduzione a pochi indirizzi sta decisamente naufragando visto che la stessa Commissione ne richiede di nuovi e visto che gli stessi Schemi di regolamento per Tecnici e Professionali prevedono che mediante decreto ministeriale gli indirizzi vengano articolati in opzioni. La Commissione, in linea con tutti i pareri finora espressi, chiede che l’avvio del riordino coinvolga solo le prime classi, ma non propone in che modo evitare i tagli che il ministro Tremonti ha definito con la legge n. 133/08 prevedendo un coinvolgimento non solo delle prime classi.

Il 16 dicembre sul sito della Camera sono state pubblicate le proposte di parere della VII Commissione Istruzione a proposito degli Schemi di regolamento sul riordino di Licei, Tecnici e Professionali. L’approvazione definitiva è prevista entro la metà di gennaio.

Proviamo allora a esaminare il contenuto di queste proposte.

Per ogni Schema di regolamento è previsto un singolo parere, cominciamo però a prendere in considerazione le osservazioni comuni e poi passiamo a quelle specifiche.

 

Osservazioni comuni a Licei, Tecnici e Professionali

 

1. La Commissione ritiene necessario fissare l’avvio della riforma a partire dal primo anno del ciclo scolastico, ma non si esprime per esempio a proposito della riduzione a 32 ore settimanali per seconde, terze e quarte classi dei Tecnici, e della riduzione a 34 ore settimanali per seconde, terze, quarte e quinte dei Professionali. A tale proposito non si capisce cosa si intenda con l’espressione “tenuto conto che la disciplina prevista dalla riforma esplica i suoi effetti senza riduzione di orario per le classi già avviate”.

 

2. La Commissione esprime soddisfazione per la scelta di prevedere nel primo biennio una prevalenza delle ore dedicate ad insegnamenti di istruzione generale rispetto a quelle dedicate ad insegnamenti obbligatori di indirizzo. Questo è vero per Tecnici e Professionali, e infatti viene specificato il numero di ore dedicato all’una o all’altra tipologia di insegnamento (660 contro 396 all’anno), ma assolutamente falso per quanto riguarda i Licei, per i quali non viene citato alcun numero. I cosiddetti Licei “vocazionali” (artistico, coreutico e musicale) prevedono infatti un rapporto tra il numero di ore dedicate ad insegnamenti di istruzione generale e il numero di ore totale inferiore a quello previsto per Tecnici e Professionali (62,5%). In assoluto il numero di ore dedicate ad insegnamenti di istruzione generale dei Licei è inferiore a quello di Tecnici e Professionali. Fa eccezione il Liceo scientifico solo perché prevede l’insegnamento potenziato di matematica e scienze rispetto a tutti gli altri bienni. Nella stragrande maggioranza dei Licei non si insegna diritto ed economia, cosa che invece accade nei Tecnici e nei Professionali. Nella maggior parte dei Licei si studia per meno ore matematica rispetto a Tecnici e Professionali. Nei Licei classico e artistico non si insegna scienze nel primo biennio, cosa che invece accade in tutti gli altri bienni. Al biennio solo nei Licei “vocazionali” si studia Storia dell’Arte, mentre nei Tecnici industriali e nei Professionali non si studia geografia.

Alcune di queste anomalie sono state segnalate anche dalla Commissione.   

 

3. La Commissione ritiene necessario rafforzare ulteriormente l’obbligo di istruzione e l’acquisizione di saperi e competenze di indirizzo in funzione orientativa, anche per favorire la reversibilità delle scelte degli studenti. In particolare per i Licei si sofferma sulle questioni già richiamate a proposito dell’insegnamento di scienze e matematica.

Se l’osservazione della Commissione fosse presa in considerazione dal Governo sarebbe necessario stravolgere completamente l’intero impianto del riordino della Scuola superiore, cosa assolutamente impossibile. L’osservazione quindi è più formale che sostanziale.  

La mobilità tra un biennio e l’altro non è ampia, ma molto ristretta, difficilmente quindi è possibile modificare la propria scelta iniziale in vista del triennio successivo. I possibili passaggi tra bienni si riducono ad ambiti limitati e raramente sono possibili in entrambi i versi.

Dal Liceo scientifico o dal Tecnico industriale si può passare facilmente al Liceo tecnologico, allo stesso modo dal Liceo linguistico, dal Liceo delle scienze umane, dal Tecnico commerciale o dal Professionale socio – sanitario si può passare al Liceo economico – sociale, ma in nessuno di questi casi è possibile il viceversa.

In ambito industriale il passaggio tra Tecnico e Professionale è possibile in entrambi i versi, vale lo stesso per quanto riguarda l’ambito commerciale. Tra il Liceo linguistico e quello delle scienze umane il passaggio è semplicissimo perché i due bienni sono praticamente identici. In definitiva possiamo dire che il biennio previsto dal riordino della Scuola superiore conferma pienamente l’attuale situazione perché è molto canalizzante e scarsamente unitario.

 

4. La Commissione, anche al fine di valorizzare i crediti acquisiti dagli studenti in contesti lavorativi, ritiene opportuno prevedere, ove possibile, un coordinamento tra i percorsi di istruzione secondaria superiore e quelli di apprendistato previsti dal decreto legislativo n. 276/03.

Nonostante sia la legge n. 53/03 che il decreto legislativo n. 226/05 prevedano l’istituzione di un sistema di crediti per la mobilità tra scuola e scuola e tra scuola e lavoro, la progettazione e la realizzazione di tale sistema non sono prese in considerazione dal riordino delle Superiori, così come richiamato dal CNPI nel parere definitivo sul riordino dei Licei. L’osservazione della Commissione è del tutto pretestuosa perché non fa riferimento anche alla mobilità tra biennio e biennio, ma solo alla mobilità tra scuola e apprendistato per giustificare la norma inserita nella legge finanziaria 2010 secondo la quale è possibile assolvere l’obbligo di istruzione anche in un percorso di apprendistato.

 

Osservazioni comuni a Tecnici e Professionali

 

La Commissione ritiene necessario:

 

1. rafforzare la compresenza degli insegnanti tecnico – pratici nei laboratori di chimica e fisica del primo biennio sia per gli istituti tecnici del settore tecnologico che per gli istituti professionali del settore industria e artigianato ( la necessità più che dalla Commissione è stata rilevata da Confindustria);

 

2. riesaminare le tabelle di confluenza per chiarire la destinazione di alcuni percorsi sperimentali non esplicitamente citati;  

 

3. che vengano chiarite le modalità con le quali le Commissioni per gli esami di Stato possono avvalersi di esperti per la configurazione delle prove di esame;

 

4. che il Governo chiarisca in che modo intenda intervenire sulle classi di concorso.

 

Osservazioni specifiche sui Licei

 

La Commissione ritiene necessario:

 

1. che il quadro orario e il profilo del Liceo delle scienze umane siano maggiormente differenziati rispetto a quelli del Liceo economico sociale;

 

2. modificare il quadro orario e il profilo del Liceo scientifico tecnologico perché troppo simili a quelli dell’Istituto tecnico industriale;

 

3. che il Liceo scientifico preveda una opzione scientifico – informatica che tenga conto delle sperimentazioni del PNI;

 

4. che nel Liceo coreutico e musicale venga aumentato il numero di ore destinate all’insegnamento di Storia della musica e Storia della danza;

 

5. privilegiare l’attivazione delle sezioni di Liceo coreutico e musicale attraverso lo strumento della convenzione tra licei ed istituzioni dell’Afam;

 

6. verificare la possibilità di superare, senza oneri aggiuntivi, il limite posto di 40 sezioni di Liceo musicale e 10 sezioni di Liceo coreutico;

7. separare nel Liceo artistico i sub – indirizzi attualmente raggruppati negli indirizzi arti figurative, architettura e ambiente, design, audiovisivo e multimediale, grafica, scenografia per favorire la trasformazione degli Istituti d’arte in Licei artistici;

 

8. inserire tra i Licei il Liceo sportivo.

 

In conclusione la Commissione chiede al Governo di valutare l’opportunità di “consentire l’utilizzo della quota dell’autonomia nei limiti dell’organico assegnato e altresì di definire il concetto di flessibilità, in modo distinto da quello dell’autonomia per esplicitare meglio gli strumenti a disposizione delle istituzioni scolastiche, anche ai fini di corrispondere alle esigenze degli studenti e del territorio”.

Sulla questione è necessario venga fatta chiarezza perché lo Schema di regolamento sul riordino dei Licei non esplicita la possibilità di superare il previsto numero di ore settimanali  per potenziare gli insegnamenti obbligatori o per inserire gli insegnamenti elencati nell’allegato H.

 

Osservazioni specifiche sui Tecnici

 

La Commissione ritiene necessario:

 

1. sostituire la dicitura “diploma di perito” con la dicitura “diploma di istruzione tecnica” per evitare confusioni con l’analogo titolo rilasciato a conclusione degli esami di Stato per l’acceso agli albi dei periti industriali e agrari;

 

2. con riferimento agli Istituti tecnici del settore tecnologico, modificare la denominazione dell’indirizzo “Agraria e agroindustria” in “Agraria, agroalimentare e agroindustria”, aggiungendo una ulteriore articolazione denominata “Viticoltura e ed enologia”;

 

3. chiarire le articolazioni previste per l’indirizzo “Chimica, materiali e biotecnologie” eliminando il riferimento alla chimica nelle articolazioni per le biotecnologie ambientali e sanitarie;

 

4. prevedere una coerente confluenza degli Istituti tecnici del settore minerario nell’indirizzo “Costruzioni, ambiente e territorio” inserendo una articolazione denominata “Geotecnica”;

 

5. con riferimento agli Istituti tecnici del settore economico, prevedere 2 articolazioni dell’indirizzo “Amministrazione, finanza  e marketing” riguardanti “Relazioni internazionali” per raccogliere i risultati delle sperimentazioni del cosiddetto progetto Erica, e “Sistemi informativi gestionali” per raccogliere i risultati delle sperimentazioni del cosiddetto progetto Mercurio, ripristinando per quest’ultima articolazione le compresenze con gli insegnanti tecnico – pratici nei laboratori di informatica;

 

6. con riferimento all’indirizzo “Trasporti e logistica”, esplicitare ulteriormente il profilo relativo al settore aeronautico;

 

Osservazioni specifiche sui professionali

 

La Commissione ritiene necessario:

 

1. sostituire la dicitura “diploma di tecnico” con la dicitura “diploma di istruzione professionale” per evitare confusioni con l’analogo titolo che si consegue a conclusione dei percorsi quadriennali di istruzione e formazione professionale;

 

2. riconoscere agli Istituti professionali di Stato la facoltà di assicurare il rilascio di qualifiche professionali di secondo livello sino alla compiuta attuazione da parte di tutte le Regioni degli adempimenti connessi alle loro competenze esclusive in materia di istruzione e formazione professionale (possibilità in ogni caso già prevista dallo stesso Schema di regolamento in riferimento all’applicazione del principio di “sussidiarietà”); 

 

3. prevedere l’ammissione all’esame di Stato per coloro che sono in possesso del diploma professionale di tecnico, conseguito al termine del percorso quadriennale di istruzione e formazione professionale, previa frequenza dell’apposito corso integrativo (aria fritta: non si ha notizia di giovani in possesso del diploma di tecnico che abbiano frequentato un quinto anno integrativo, sostenuto e in fine superato l’esame di Stato, e questo la dice lunga sulla forte separazione esistente tra istruzione da una parte e formazione professionale dall’altra);

 

4. ricondurre nel settore Industria e artigianato l’indirizzo “Servizi di manutenzione e assistenza tecnica”, prevedendo la possibilità di confluenza in esso degli Istituti d’arte;

 

5. con riferimento all’indirizzo “Servizi socio – sanitari”, prevedere 2 articolazioni specifiche per “Ottici” e per “Odontotecnici”;

 

6. con riferimento all’indirizzo “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera”, prevedere adeguate specificazioni relative ai diversi servizi concernenti i laboratori dei settori di enogastronomia, servizi di sala e di vendita, accoglienza turistica;

 

Conclusioni

 

Nel complesso le 3 proposte di parere sono molto tecniche e poco politiche. Nessuna inversione di tendenza viene richiesta, fatta eccezione per quanto riguarda l’obbligo di istruzione e la mobilità del primo biennio, cosa che tra l’altro stride con la possibilità di assolvere proprio l’obbligo di istruzione sia nei percorsi di istruzione e formazione professionale che nei percorsi di apprendistato.

La tanto decantata, da parte del ministro Gelmini, riduzione a pochi indirizzi sta decisamente naufragando visto che la stessa Commissione ne richiede di nuovi e visto che gli stessi Schemi di regolamento per Tecnici e Professionali prevedono che mediante decreto ministeriale gli indirizzi vengano articolati in opzioni.

La Commissione, in linea con tutti i pareri finora espressi, chiede che l’avvio del riordino coinvolga solo le prime classi, ma non propone in che modo evitare i tagli che il ministro Tremonti ha definito con la legge n. 133/08 prevedendo un coinvolgimento non solo delle prime classi.

 

Milano, 30 dicembre 2009

 

Mario Piemontese