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dalla sicilia a milano

by barbara pianta lopis last modified 2008-05-04 09:24

riflessioni

Analizzando le amministrative e i risultati di oggi, provo un sentimento di delusione e nello stesso tempo di orgoglio. Quell’orgoglio che deve percorrere tutta la penisola da Mazara del Vallo (o meglio da Lampedusa) ad Aosta, per toccare due punti nevralgici della nostra penisola: La Sicilia e Milano. Una il cuore della mafia e del degrado sociale, ambientale, politico e civile, l’altra ….. per le stesse cose.

 

Mi sono chiesta: che cosa hanno in comune questi due centri nevralgici italiani, posti ai lati opposti della penisola? Hanno veramente due facce o sono la stessa identica moneta? Perché in queste due realtà continua a vincere quel potere?

 

La Sicilia, terra multicolore, di straordinarie bellezze naturali e di grande civiltà, è stata solcata nei secoli da terribili catastrofi, dal bagno di sangue senza fine della mafia, con tutti i suoi interessi politici e amministrativi e dal ricatto dei potenti verso i ceti più deboli:i pochi che hanno reagito hanno pagato con il sangue le proprie scelte.

 

Milano, la Milano da bere, centro di potere economico e finanziario, macchina potente rappresentativa degli italiani che lavorano e poco discutono,  sempre in evoluzione e proiettata verso il futuro, dove tutto funziona… anche le elezioni!

 

Il potere mafioso siciliano e il potere economico e finanziario di Milano, sono la stessa cosa. In Sicilia indossa un vestito più barbaro, fatto di sangue, pizzini e lupara; a Milano si veste di doppiopetto, valigetta ventiquattrore, tangenti e lobby.

 

Vi ricordate Mani Pulite, quale miglior nome per un affare sporco come quello scoperto a Milano. Certo pulito era, non una goccia di sangue versato, solo tangenti, miliardi di lire elegantemente trasferiti da una mano all’altro.

 

E Mangano, stalliere di Berlusconi? E forse che Cuffaro non conosceva Mangano?

 

Il voto in Sicilia è stato sempre legato al potere di turno, d’altronde il riclaggio dei traffici loschi avviene da sempre nei centri finanziari del Nord: al Sud il lavoro sporco, al Nord il lavoro finanziario e amministrativo.

 

Non è possibile comprendere il voto siciliano se non si capisce il contesto storico, sociale e politico dell’isola, così come non si può capire il voto milanese, se non lo si relaziona alla realtà storica, economica, sociale e di potere di  Milano.

 

La Signora Bricchetto Moratti rappresenta quel potere a Milano, i privilegi di pochi a discapito dei molti.

 

Lo stesso principio applicato alla scuola, la scuola dei privilegiati per pochi, contro la mediocrità di tutti gli altri.

 

E allora sento di dover ringraziare tutti i Siciliani e Milanesi che anche questa volta non hanno desistito dal portare avanti le loro lotte, con la fatica di sempre, quella portata avanti con grande peso giorno dopo giorno, chi sotto il sole cocente, chi sotto l’umido della pioggia e della nebbia.

 

Sento l’orgoglio di fare parte di questo piccola schiera di uomini e donne, che con il discorso sulla scuola, portano avanti un’idea di mondo più equo, più giusto e di pari diritti per tutti e tutte.

 

Perché dentro quella proposta di Legge d’Iniziativa Popolare che ancora adesso il centro-sinistra finge di non capire, c’è il seme che potrebbe aiutare a far crescere una generazione più consapevole delle realtà che li circonda.

 

Quella scuola che aiuta a formare, a crescere, a conoscere, ad analizzare, a creare, a pensare, a sognare… che può aiutare ogni individuo, cittadino di questa Repubblica, a crescere consapevole di ciò che lo circonda.

 

Grazie di cuore a tutti i viaggiatori che su questa strada continuano a camminare spesso nel silenzio e nella solitudine, come gabbiani a cui hanno tagliato le ali ma che, guardando il cielo, non hanno mai rinunciato a spiccare il volo!

 

 

Barbara Pianta Lopis – genitore in cerca di risposte.