RIFLESSIONI E OPINIONI
Napoli,
2009-07-30
Paola Goisis: identità veneta
by
Geppino Aragno
—
last modified
2009-07-30 18:40
da Furoriregistro.it
| Paola Goisis: identità veneta |
di Giuseppe Aragno 29 luglio 2009 da Fuoriregistro
E' insegnante di lettere e storia dal 1974. Nel bene e nel male, Paola Goisis è figlia della nostra scuola, quella dei fannulloni di Brunetta, ma dice i che i titoli di studio "non garantiscono un'omogeneità di fondo e spesso risultano comprati".
Non so se si riferisca a esperienze personali, ma metto le mani sul
fuoco: avrà prove da mostrare e copie di denunce puntualmente inviate
alle autorità competenti. In Parlamento non l'ha eletta nessuno. L'ha nominata Bossi, è deputata e ritiene d'avere una delega popolare. Livornese
e leghista - in Padania c'è entrata senza permesso di soggiorno e, a
ben vedere, in fondo è clandestina - afferma che "gli insegnanti devono
conoscere la cultura della regione dove lavorano". I professori, dice,
dovranno superare un "test dal quale emerga la loro conoscenza della
storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono
insegnare". Quando è stata Commissario d'esame a Trapani,
il test non l'ha fatto di certo e di Sicilia non sarà molto esperta, ma
che importa? Se si tratta di Veneto, Goisis non ha pari: nell'ambito
dell'Identità Veneta e della Fiera Florovivaistica - è questo il
curricolo dei nostri deputati! - ha creato la festa di "Este in Fiore"
con la rievocazione storica della "Elezione del Doge". Una festa in costume con corteo di gondole e patrizi provenienti da Venezia. Di
gondole e Dogi si occupa per noi, con la più grande serietà, la
Commissione Cultura della Camera: all'ordine del giorno ci sono poi
Alberto da Giussano, l'albo regionale degli insegnanti, il Carroccio e
il nuovo giuramento di Pontida. La signora Goisis finge d'ignorarlo,
ma il sangue versato sul Piave dai fanti calabresi e campani è un
titolo che nessuno comprò e di cui tutti avrebbero fatto volentieri a
meno. Grazie a quel sangue, però, Paola Goisis oggi può divertirsi a
giocare con le sue gondole e i suoi dogi. Faccia pure, signora, ma
ricordi: tutto ha un limite e tutto prima o poi finisce. Chi insegna
storia, però, dovrebbe saperlo: la farsa talvolta si muta in tragedia.
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