RIFLESSIONI E OPINIONI
Milano,
2009-07-30
Proposte di bassa Lega
by
Pino Patroncini
—
last modified
2009-07-30 18:05
L'uscita della Lega sulla conoscenza delle tradizioni e del dialetto della regione in cui si va ad insegnare è l'ennesimo segnale della dissoluzione dello stato unitario italiano e di quello che è rimasto l'ultimo baluardo da espugnare: la scuola.
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| Milano
,
29/07/2009 |
Proposte di bassa Lega
di
Pino Patroncini
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L'uscita
della Lega sulla conoscenza delle tradizioni e del dialetto della
regione in cui si va ad insegnare è l'ennesimo segnale della
dissoluzione dello stato unitario italiano e di quello che è rimasto
l'ultimo baluardo da espugnare: la scuola. Vi è un tentativo della
Lega di puntare i piedi facendo vedere al suo elettorato la propria
autonomia in un momento in cui le sorti di Berlusconi perdono colpi .
Anche la posizione, tutta parolaia, sull'Afghanistan si inquadra in
questo contesto. Nello stesso tempo deve mandare segnali dopo la
protesta del "partito del sud", che ha cominciato ad accorgersi che i
tagli li sta pagando soprattutto il meridione. E la scuola meridionale
ne sa qualcosa! Per altro, come dimostra la vicenda del
pluribocciato figlio di Bossi, che il senatur stesso ha degradato da
"delfino" a "trota", qualsiasi insegnante italiano, anche quello nato
sull'ultimo scoglio di Pantelleria conosce le tradizioni e la storia
del Piemonte, della Lombardia e del Triveneto, sicuramente meglio degli
elettori della Lega, a cominciare da quelli che che confondono il
federalismo cosmopolita e illuminista di Cattaneo col provincialismo
gretto e oscurantista di Castelli e Calderoli. Non fosse altro che per
il ruolo che queste regioni hanno avuto nella storia e nella cultura
italiana. Chissà se Bossi lo sa che circa 200 dei Mille di Garibaldi
erano bergamaschi?! Qualsiasi insegnante di storia lo sa! Ma anche questa potrebbe essere l'ennesima volpe fatta uscire per fare correre i cani. Avete sentito le reazioni al TG1 di oggi? L'Aprea ha detto non se ne parla nemmeno.( per altro è la sua riforma che rallenta non quella della Gelmini!) Cota ha detto che il dialetto è una banalizzazione, la Lega vuole un test perchè le università meridionali sono più facili. La
Gelmini ha detto: il dialetto no, ma forse qualcos'altro si. E fra
l'altro dietro alla partita degli albi regionali dell'Aprea c'è una
partita irrisolta: se il rapporto tra numero delle lauree abilitanti e
albi regionali è la chiave di volta della programmazione delle
assunzioni, come si fa a tenerlo finchè costituzionalmente qualsiasi
laurea presa in qualsiasi università consente l'iscrizione in qualsiasi
regione? Vuoi vedere che su ciò Gelmini bypasserà l'Aprea? Infatti
la risposta più significativa l'ha data Cicchitto, il quale
praticamente ha detto: la proposta di legge Aprea non conta niente,
quelle che contano sono le misure che la Gelmini sta mandando avanti su
licei e università. Infatti dopo 15 mesi l'Aprea è ferma in
commissione mentre la Gelmini va avanti come un treno, prima sul primo
ciclo e adesso sul secondo. Meditate gemte. Meditate. E attenti ai diversivi!
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