SALVIAMO MAD. ASSUNTA
Napoli,
2009-03-02
L'ascensore - Lettera di un padre al Procuratore Regionale della Corte dei Conti
by
roberto marcone
—
last modified
2009-03-02 00:14
di Roberto Marcone

L'ascensore
Lettera di un padre al Procuratore Regionale della Corte dei Conti
26/02/09
Quotidianamente
il sottoscritto o la sua consorte accompagna i propri figli a scuola e
osserva con costante incredulità la scritta “Guasto” sulla porta
dell’ascensore; l’incredulità spesso, però, si trasforma in rabbia e
sconforto quando il sottoscritto e i suoi figli devono osservare quanto
tale supporto sia indispensabile per ch
i NON PUÒ avvalersi della
deambulazione bipede per arrampicarsi sino al secondo piano attraverso
scale che via via si fanno sempre più strette e ove l’ultima rampa è
anche impegnata da oramai architettonici ponteggi che supportano il
solaio.
Il 73° Circolo – probabilmente come quasi tutte le scuole –
è un luogo foriero di conoscenza, benessere individuale e collettivo,
integrazione, socializzazione: in tutti questi anni mai una volta né il
primo né il secondo dei miei figli ha mai chiesto di non andare a
scuola, anzi, fanno a gara a chi sale prima le scale per raggiungere le
loro rispettive classi. Il 73° circolo è anche ricco di studenti
diversamente abili che, come mio figlio, quotidianamente sperimentano
la gioia del vivere comune, l’accettazione e il supporto dei pari e le
esperienze didattiche fornite da eccellenti professionisti nonché la
cura del personale non docente.
Umiliante, disgregante,
discriminante è, allora, osservare quotidianamente un ragazzino che
deve essere portato in braccio dal proprio genitore aiutato dal custode
o dal bidello per conquistare lo stesso spazio di felicità e di diritti
degli altri suoi compagni di scuola. Fa rabbia sapere che il ragazzino
deve entrare in aula in ritardo così non si “blocca” l’afflusso normale
di tutti gli altri bambini e ragazzini. Di altri tempi è la scena di
enormi sacchi con il pane e di grosse scatole di polistirolo portati a
spalla da diverse persone per soddisfare la refezione giornaliera.
Disarmante la quotidiana scena di una maestra con difficoltà motorie
che sale le scale lentamente aggrappata al corrimano mentre tutti i
suoi bambini la incitano, la salutano, la superano. Difficile
convincere i nonni cardiopatici o i parenti con difficoltà motorie a
desistere, a non venire a vedere i propri nipotini nella produzione di
fine anno (perché è ben più di una recita: è un vero e proprio
assemblaggio di prodotti artistici).
L’ascensore è guasto da tempo,
direi da sempre; ogni volta che è stato riparato è bastata un po’ di
pioggia per interromperne nuovamente il funzionamento: il pozzetto è
allagato, si infiltra acqua dal tetto; insomma, si rischia anche la
folgorazione quando piove.
Roberto Moresco